“Il giovane Karl Marx”: biopic classico con protagonista inedito

August Diehl e Stefan Konarske infondono nei celebri intellettuali giovinezza, brio e umanità

Un film di Raoul Peck. Con August Diehl, Stefan Konarske, Vicky Krieps, Olivier Gourmet, Hannah Steele. Biografico, 112′. Francia, Germania, Belgio, 2017

Alla metà del XIX secolo l’Europa è in fermento. In Inghilterra, Francia e Germania i lavoratori scendono in piazza per protestare contro le durissime condizioni nelle fabbriche, e gli intellettuali partecipano come possono all’opposizione. Uno di loro, il tedesco Karl Marx, a soli 26 anni è costretto a rifugiarsi a Parigi insieme alla moglie Jenny. Qui Karl conosce un suo coetaneo, Friedrich Engels, che, nonostante provenga da una ricca famiglia di industriali, simpatizza con le sue idee rivoluzionarie. Superate le prime resistenze, fra i due nasce una solida amicizia che li porterà a conquistarsi la stima dei capi dei movimenti dei lavoratori. Fino a diventarne leader a loro volta.

 

Nel 2018 c’è ancora bisogno di leggere e conoscere Karl Marx, le sue idee, la sua opera più importante (“Il Capitale“, ndr)? Alla luce dell’andamento disastroso della sinistra in giro per il mondo verrebbe da dire, cinicamente, anche no.

Ma chi ha tradito chi? È stato Marx a sbagliare, dedicando tutta la vita all’emancipazione dei lavoratori, o sono stati piuttosto i suoi seguaci a svilire le sue idee? Senza voler dare giudizi, ci sentiamo almeno di dire che, se tornasse sulla Terra oggi, Marx avrebbe serie difficoltà a trovare un vero comunista tra i leader politici.

Il biopic di Raoul Peck “Il giovane Karl Marx” si pone l’ambizioso obiettivo di far conoscere, soprattutto ai giovani, questo carismatico personaggio. E lo fa evitando di cadere nel banale e nel retorico, concentrandosi sui primi anni dell’intellettuale, per mostrarne passioni e impeto.

Perché Karl Max non fu solo un pensatore rivoluzionario, ma anche un uomo innamorato, un marito, un padre di famiglia. Su questa sfera privata poco nota e mai veramente approfondita al cinema si concentra il film.

Vicky Krieps, dopo il convincente esordio a fianco di Daniel Day-Lewis ne “Il filo nascosto” (qui la recensione), conferma tutto il suo talento, personalità e magnetismo. Con la moglie di Marx, Jenny, l’attrice ha modo di interpretare una donna libera, coraggiosa, indipendente, ma capace di sostenere il proprio compagno.

“Il giovane Karl Marx” è anche la storia di una sincera amicizia, quella tra Marx e Friedrich Engels (Konarske), giovane intellettuale d’estrazione borghese. L’amore per Mary Burns (Steele), bella quanto tenace operaia irlandese, porterà il secondo a rinunciare a ogni privilegio per sposare completamente la causa.

“Essere poveri ti offre l’opportunità di essere liberi. E io non voglio privarmene” dice Mary all’amica Jenny nel finale del film.

Degna di nota anche la performance di Hannah Stelle nel ruolo di Mary Burns, femminista irlandese e combattente. Mary e Jenny sono due donne forti, ma enormemente diverse. La prima è pronta a seguire il marito in esilio a Londra, insieme ai figli; la seconda rifiuta di diventare madre.

Il film piace e coinvolge maggiormente quando la sceneggiatura vira sul piano personale e intimo dei personaggi, permettendo allo spettatore di conoscere anche le fragilità, le debolezze e le paure di questi grandi uomini e donne. Più debole e meno interessante, paradossalmente, la componente storica, politica e ideologica.

August Diehl e Stefan Konarske, con personalità e talento, infondono in Marx ed Engels gioventù, simpatia, umanità e ardore, svecchiandoli rispetto a quanto siamo abituati a leggere sui libri di storia.

 

Il biglietto da acquistare per “Il giovane Karl Max” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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