“Il metodo Catalanotti”: l’8 marzo su Rai1 l’ultimo film di Montalbano

Nella conferenza stampa di presentazione si parla del futuro e dei cambiamenti del personaggio

L’attesa è – quasi – finita: subito dopo il Festival di Sanremo, l’8 marzo, andrà in onda “Il metodo Catalanotti”, verosimilmente l’ultimo episodio dell’amata serie del Commissario Montalbano. E questo fatto ha già scatenato un’accesa protesta – più politica che artistica, a mio parere.

Non ho ancora visto il film (girato nell’estate 2019), ma posso dire che il romanzo omonimo rappresenta un vero punto di rottura nella serie. E per me è un addio al vecchio Montalbano, molto più di “Riccardino”.

La scomparsa del maestro Andrea Camilleri ci ha negato la possibilità di scoprire come avrebbe voluto sviluppare la storia, dopo averla, inaspettatamente, capovolta e sconvolta. Perché, ve lo anticipo, “Il metodo Catalanotti” ha un finale aperto, struggente, romantico.

Ma ne riparleremo quando avremo avuto modo di vedere il film. Oggi concentriamoci sulla conferenza stampa di presentazione, avvenuta da remoto in condizioni alquanto proibitive.

La direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, ha voluto porre l’accento sulla novità del film, dove vedremo per la prima volta un protagonista combattuto e meno “solido”.

“Montalbano è il testimonial della fiction Rai. In questi vent’anni ha raccontato una precisa identità italiana, ha mostrato una sicilianità unica quanto attuale. In quest’ultimo film scopriamo qualcosa di nuovo su di lui. Si intravede una crepa nella sua integrità e solidità, lo vediamo vulnerabile e tenero quasi come un adolescente al primo amore”.

Le fa eco Carlo Degli Espositi, produttore della Palomar, che sottolinea anche la bontà dell’8 marzo come prima data di trasmissione del film.

“Il metodo Catalanotti è un punto di snodo nell’opera di Camilleri. È un racconto che racchiude il tema della passione per il teatro, primo grande amore di Andrea. E mi piace che venga trasmesso l’8 marzo, per la festa della donna, perché qui c’è il trionfo della donna sotto diversi punti di vista”.

Luca Zingaretti ha parlato dei cambiamenti che vive nel film il suo personaggio, meno “orsacchiotto” del solito.

“Con questo ultimo romanzo, Camilleri ha rovesciato le certezze acquisite nel tempo. È come se Cappuccetto Rosso, dopo essere uscita dalla pancia del lupo, si fosse messa a rapinare banche. Fino ad oggi il commissario aveva avuto delle tentazioni, sì, ma era rimasto fermo sulle sue convinzioni. L’entrata in scena di Antonia (Greta Scarano), invece, lo stravolge. Confesso che, quando ho letto la sceneggiatura, sono letteralmente saltato sulla sedia”.

L’interesse dei giornalisti è soprattutto per il futuro della serie. “Il metodo Catalanotti” sarà davvero l’ultima avventura di Montalbano? Non ci sono possibilità di ripensamenti?

“Dall’agosto 2019 abbiamo subito un terremoto, perdendo prima Sironi, poi Camilleri e infine lo scenografo Luciano Ricceri – ha spiegato Degli Espositi. – Poi è arrivato il Covid e ci ha fermati. Questo è un momento di grande riflessione. E non poter contare sulla presenza di Andrea è difficile. Quando finirà la pandemia vedremo. Al momento è impossibile affrontare una produzione con serenità. Comunque, qualunque progetto futuro partirà dai testi di Andrea, ovviamente”.

“Il metodo Catalanotti”, lo abbiamo detto, presenta un Montalbano atipico. Ma anche se la sceneggiatura lo ha scosso, Zingaretti non ha parlato del romanzo con Camilleri a suo tempo. E sul futuro ha le idee abbastanza chiare.

“Con Andrea si parlava di tutto ma non di quello che si sarebbe girato sul set. Da buon siciliano era un uomo di poche parole. In questi vent’anni siamo riusciti a mantenere uno standard molto alto. Non avevamo obblighi contrattuali, ogni volta era un piacere riprendere il lavoro. Personalmente non sono stanco del personaggio, e se Andrea fosse ancora qui non ne parleremmo nemmeno. Ma gli ultimi due anni hanno portato grande dolore, e personalmente non ho ancora elaborato il lutto”.

Greta Scarano, con il suo personaggio, Antonia, rappresenta un vero e proprio terremoto, per Montalbano. L’attrice ha raccontato com’è stato, per lei, entrare in un gruppo così ben affiatato e interpretare questa donna altera.

“Quando sono arrivata sul set mi sentivo un’aliena; non è semplice entrare in un ambito così familiare. Ma adesso sono davvero felice del risultato, non vedo l’ora di vedere il film in tv. Calarsi in un personaggio altero, duro come Antonia è stato da una parte strano e dall’altra molto divertente. Ho dovuto trovare un compromesso con il mio stile recitativo. Essere un terremoto, comunque, per un attore è bellissimo”.

Come hanno tenuto a sottolineare tutti gli intervenuti, non si sa ancora quale sarà il futuro della serie. Niente è ancora deciso, ma c’è nell’aria un certo sentore di commiato. Lo confermano le parole di Zingaretti, quando gli viene chiesto cosa pensa di aver dato al suo personaggio in questi anni e cosa Montalbano ha dato a lui.

“La prima volta che uscì un romanzo di Camilleri, lo comprai non sapendo chi fosse Andrea. Me ne innamorai. Fare questo gioco mi riesce difficile. Di Montalbano spero di aver assorbito l’integrità. E io penso di avergli dato molto, sul piano professionale e umano”.

 

Non ci resta che far partire il count-down. “Il Metodo Catalanotti” verrà trasmesso su Rai1 l’8 marzo, e promette di far molto discutere.

Previous article“La proposta di un gentiluomo”: recensione del romanzo di Julia Quinn
Next articleStar: debutta il sesto brand di intrattenimento su Disney+
È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here