Il Northern Ballet porta 1984 di George Orwell in scena

1984, Northern Ballet

Mancano soltanto poche settimane alla première mondiale di 1984, una produzione del Northern Ballet. Il coreografo Jonathan Watkins sta sistemando gli ultimi dettagli di un passo a due che vede come protagonisti i ballerini di punta della compagnia.

Tobias Batley e Martha Leebolt interpreteranno i ruoli di Winston, l’eroe del capolavoro distopico di George Orwell, e della sua amata, Julia.

Sarà il primo balletto ispirato completamente a un romanzo dell’autore inglese. Watkins aveva in mente di portare sul palco questa storia da molto tempo. “Ho letto 1984 quando avevo 14 o 15 anni e la storia ha ispirato il mio lavoro da quel momento in avanti, con idee sull’individualità, la lotta contro il sistema, la distinzione tra piano privato e piano pubblico”.

Watkins non ha visto l’adattamento teatrale di Headlong del romanzo, attualmente in scena a Londra, e ha volutamente evitato di guardare la versione cinematografica con John Hurt e Richard Burton. “Volevo che fosse solo il libro a ispirarmi – racconta – con una performance ballata, con un balleto, è un po’ come se tu debba assorbire il libro e tutti i suoi concetti, e le ricerche che fai partendo da questo, e filtrare il tutto nell’immaginare un mondo nuovo. Non volevo che altri stimoli si mettessero di mezzo”.

Watkins, 31 anni, è cresciuto a Barnsley. Quando un amico lo vide ballare a un matrimonio consigliò ai genitori di mandarlo a lezioni di danza, e così a 8 anni iniziò a prendere lezioni. Quattro anni dopo ottenne un posto nella Royal Ballet School di Londra. Di quel periodo racconta che lasciare lo Yorkshire per trasferirsi nella grande metropoli non fu affatto semplice, ma “non sarei dove sono adesso, se non lo avessi fatto. Quindi ne è assolutamente valsa la pena”. Watkins ha ballato con la Royal Ballet Company per 10 anni, dopo la fine della scuola, prima di capire che la sua strada era la coreografia.

Anche se le previsioni fatte a suo tempo da Orwell hanno un forte impatto sulla nostra vita, Watkins non avrebbe mai voluto ambientare il suo balletto nel presente. “Per me 1984 non è un momento specifico ma un concetto e volevo che questo si capisse”.

Quali sono le sfide di adattare un romanzo tanto famoso per il balletto? “Ci sono sempre grandi sfide – ha spiegato Watkins – Ritengo che il libro sia brillante e fantastico nel suo fare previsioni, ma non è certo perfetto. Alcuni personaggi sono monodimensionali nei loro tratti e il modo con cui viene dipinta la classe media è davvero vecchio stile, qualcosa che non avevo bisogno di usare nella mia produzione”.


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