“Il party”: recensione del romanzo di Elizabeth Day edito da Neri Pozza

Il thriller psicologico incontro il racconto di formazione e il giallo per una lettura avvincente

Di quando in quando, lo sapete, mi piace accantonare la lettura delle nuove uscite per recuperare un romanzo che, al momento della pubblicazione, mi ero ripromessa di leggere ma che poi, per questo o quel motivo, era rimasto sullo scaffale. È il caso di Il party” di Elizabeth Day, uscito nel febbraio 2021 per Neri Pozza. 

Un giorno, alla Burtonbury School, una prestigiosa scuola per i figli dei diplomatici, il destino di Martin Gilmour, adolescente imbronciato, con una costante sensazione di disagio e l’accento sbagliato, muta radicalmente. Martin incontra Ben Fitzmaurice, un ragazzo ricco, bello, ammirato da tutti, e ne diventa amico. Ben diventa il fratello mai avuto, l’anima gemelli da venerare, l’amico da salvare, l’amico dalle incresciose conseguenze della sua condotta, così sconsiderata e tipica di chi è stato troppo favorito dalla sorte.

Durante i successivi venticinque anni, Martin serba nel suo cuore “il segreto” di quell’amicizia, un segreto che, più di un patto di sangue, lo lega indissolubilmente al rampollo dei Fitzmaurice, come soltanto un debito impagabile, una gratitudine eterna possono fare. Quando Ben organizza un party per il suo quarantesimo compleanno, Martin, divenuto un noto, disincantato critico d’arte, e sua moglie Lucy, si mescolano volentieri alla variopinta folla di invitati. Ma la serata prenderà presto una piega amara…

Il party” mescola thriller psicologico, racconto di formazione e giallo, e gioca con i piani temporali. La storia si sviluppa tra il presente, dove Martin si trova al commissariato; la sera della festa a casa di Ben e Serena, dove intuiamo essere accaduto qualcosa che ha portato poi Martin al commissariato; il passato di Martin, dall’infanzia in avanti e con particolare rilievo ai tempi della scuola secondaria, quando ha conosciuto Ben.

Al punto di vista del protagonista viene accostato anche quello della moglie Lucy, che attraverso le pagine di un diario offre la sua versione dei fatti e della storia, rendendo il tutto ancora più variegato e intrigante.

Elizabeth Day scrive in modo fantastico, e leggere il libro è un vero piacere. L’autrice è talmente brava ad alimentare le aspettative che alla fine, se mai, si resta delusi dalla soluzione.

Prendiamo il “segreto” che ha segnato l’amicizia di Ben e Martin. Mi aspettavo qualcosa di drammatico e sconvolgente; un omicidio, magari, ma volontario, con occultamente di cadavere o chissà che altro. Invece lo svolgimento dei fatti è più semplice, meno criminoso. Stesso discorso per l’incidente alla festa o il matrimonio tra i protagonisti. 

Alla fine quello che resta è l’impressione di aver letto un romanzo scritto molto bene, che esplora l’animo umano, il modo con cui ci relazioniamo con gli altri e soprattutto come talvolta costruiamo la nostra personalità proprio in base alle persone che abbiamo intorno. Un’idea che assai di rado si rivela vincente. Perché anche l’amicizia più solida può regalare sgradevoli sorprese… 

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Giornalista per passione e professione. Mamma e moglie giramondo. Senese doc, adesso vive a Londra, ma negli ultimi anni è passata per Torino, per la Bay area californiana, per Milano. Iscritta all'albo dei professionisti dal 1 aprile 2015, ama i libri, il cinema, l'arte e lo sport.

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