“Il piccolo yeti”: un film d’animazione classico, che parla di amicizia

Dei personaggi ben scritti e non banali, una grande colonna sonora e bellissime ambientazioni

Un film di Jill Culton, Todd Wilderman. Con Chloe Bennet, Tenzing Norgay Trainor, Albert Tsai, Eddie Izzard, Sarah Paulson. Titolo originale: Abominable. Animazione, 97′. USA, Cina 2019

Yi è un’adolescente ribelle, che sogna di scappare lontano da Shangai e girare il mondo insieme al suo violino. Una sera, mentre suona sul tetto del suo palazzo, Yi sente uno strano rumore e scopre un giovane yeti – che poi chiama Everest. Tra i due si instaura una forte amicizia, ma un uomo delle nevi non può vivere in una metropoli. Toccherà a Yi, e agli amici Jin e Peng, aiutarlo a tornare a casa…

 

Non è inusuale trovare un film di animazione che parli di amicizia, e che cerchi di trasmettere insegnamenti universali. Ma quello che distingue “Il piccolo yeti” di Jill Culton e Todd Wilderman, presentato anche al London Film Festival, è la sua capacità di rivolgersi a un pubblico di tutte le età.

La storia di Yi e del suo nuovo amico Everest, per quanto pensata per i più piccoli, ha buone possibilità di coinvolgere, divertire ed emozionare anche i grandi. Merito di personaggi ben scritti, per nulla banali, con cui è facile entrare in sintonia, e di una bella colonna sonora, di cui fa parte anche “Fix you” dei Coldplay. E ovviamente anche dell’ambientazione, fantasiosa, colorata e ricca di sfumature.

Al di là delle tematiche sociali e contemporanee – tra le righe, ma nemmeno tanto, si possono ad esempio leggere riferimenti al rischio di estinzione di tanti animali oggi e ai limiti che la scienza dovrebbe porsi – “Il piccolo yeti” è soprattutto una storia di amicizia, tenera e forte. Che potrebbe insegnarvi ad affrontare la vita con uno spirito nuovo, e ad apprezzare prima di tutto ciò che abbiamo.

Per questo è un film consigliato a tutti, non solo alle famiglie e ai bambini. Perché fa ridere, emozionare e riflettere. E perché è impossibile non affezionarsi al giovane yeti e alla sua amica umana.

 

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Classe 1996, marchigiana d’origine, studia comunicazione a Roma e ha trovato il modo di coniugare la passione per il cinema e quella per la scrittura... Come? Scrivendo sul e per il cinema dal 2015. Ha all'attivo diverse esperienze sul set, con registi del calibro di Matteo Garrone, e sogna un giorno di veder realizzato il suo film.

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