“Il ragazzo più felice del mondo”: una storia vera e incredibile

Gianni Pacinotti sceneggiatore, regista e interprete di un noir ironico nel mondo dei fumettisti

Un film di Gianni Pacinotti. Con Gianni Pacinotti, Davide Barbafiera, Gero Arnone, Francesco Daniele. Commedia, 90′. Italia 2018

Da qualche parte in Italia c’è un ragazzo che ama il fumetto e scrive da anni la stessa lettera ai suoi autori del cuore. Ha sempre quindici anni e lo stesso desiderio a forma di nuvola: ricevere l’autografo del suo disegnatore preferito. Messo da parte il progetto balzano di declinare al maschile “La vita di Adèle” e di convincere Domenico Procacci a produrlo, Gipi si mette sulle tracce di Francesco, il fan adolescente che vent’anni prima gli chiese un disegno autografato e oggi manifesta lo stesso amore per ogni destinatario chiedendo a tutti la medesima cosa. Un fonico improvvisato sempre in campo, un grillo parlante che grida alla sua coscienza e un gaio tuttofare col vizio della t-shirt personalizzata sono sufficienti per intraprendere un viaggio che li conduce dove non ci aspettiamo e dove nemmeno loro pensavano di arrivare.

 

Piacevole sorpresa alla Mostra del cinema di Venezia 2018, dove è stato presentato nella sezione Sconfini, arriva nelle sale “Il ragazzo più felice del mondo” scritto e diretto dal vignettista Gipi, al secolo Gianni Pacinotti.

Si tratta di una pellicola scanzonata, ironica, volutamente parodistica e in alcuni passaggi diversamente provocatoria che regala allo spettatore un’ora e mezza frizzante, godibile e leggera.

Lo scoppiettante e spassoso prologo è sicuramente uno dei momenti più riuscito del film, splendidamente scritto, diretto e interpretato dallo stesso Pacinotti e dal suo produttore, Domenico Procacci, presente in un cameo nel ruolo di se stesso.

“Il ragazzo più felice del mondo” viene presentato come una storia realmente accaduta ma poi modificata nei nomi e nei luoghi per motivi legali oltre che di privacy (e lo spettatore si domande spesso se sia vero oppure no), un curioso quanto intrigante noir all’interno del mondo del fumetto.

Un progetto semplice, lineare, a tratti originale e sarcastico, che ha comunque dei limiti strutturali, delle debolezze narrative e delle criticità registiche che lo rendono forse più adatto a una collocazione televisiva che cinematografica.

Come ripete diverse volte il protagonista durante il film: “Un artista e in particolare un vignettista, uomo rimasto bambino, che ha scelto il disegno come professione, è una persona sensibile quanto emotivamente fragile. Scrivi una stroncatura su un lavoro di un fumettista e lo manderai all’inferno per mesi. Fagli un complimento e gli regalerai almeno un paio d’ore di Paradiso”.

Ebbene, per quanto mi riguarda, le due ore di Paradiso per “Il ragazzo più felice del mondo” Gianni Pacinotti se le è ampiamente meritate.

 

Il biglietto da acquistare per “Il ragazzo più felice del mondo” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.