“Il Re”: al via il primo prison drama originale Sky con Luca Zingaretti

Una serie particolare e claustrofobica, ambientata nel microcosmo di un carcere di frontiera

Una serie di Giuseppe Gagliardi. Con Luca Zingaretti, Anna Bonaiuto, Isabella Ragonese, Alessandro Gazale, Barbara Bobulova, Giorgio Colangeli, Stefano Tazaoui, Ahmed Hafiene, Aram Kian, Antonio Gargiulo.
Prison drama. Italia. 2022-in produzione

 

Debutterà oggi, 18 marzo, su Sky Atlantic e in streaming su NOW, “Il Re”, il primo prison drama Sky e uno dei primi italiani, otto episodi diretti da Giuseppe Gagliardi (1992, 1993, 1994, Non uccidere), con Luca Zingaretti nel ruolo del controverso direttore di un carcere di frontiera, il San Michele.

Sovrano assoluto di questa struttura, in cui nessuna legge dello Stato ha valore, Bruno Testori applica la sua personale idea di giustizia: spietato con chi lo merita ma anche, all’occorrenza, misericordioso con chi pensa possa essergli utile. Un duplice omicidio – prima quello del comandante e suo migliore amico Nicola Iaccarino, poi quello di un ergastolano, alleato di Bruno – rischia di mettere a rischio il suo dominio e di portarne alla luce il sistema.

Accanto a Zingaretti, spietato e duro come non lo abbiamo mai visto, Isabella Ragonese, che interpreta Sonia Massini, unica ufficiale donna della struttura, e Anna Bonaiuto che interpreta Laura Lombardo, il pubblico ministero che indaga sulla rete di illeciti e connivenze che fanno capo a Testori.

Ci sono poi Barbora Bobulova nei panni di Gloria, funzionario dei servizi segreti ed ex moglie del protagonista, e Giorgio Colangeli in quelli di Nicola Iaccarino, comandante degli agenti della penitenziaria al San Michele e braccio destro di Bruno. 

Anna Bonaiuto interpreta Laura Lombardo, il pubblico ministero principale antagonista di Bruno Testori. Il Re. 2022

Prodotto molto particolare e interessante, a tratti claustrofobico con il suo essere girato quasi interamente all’interno del carcere, “Il Re” è un crocevia di storie e uomini di diversa provenienza, i cui conflitti sono il riflesso del mondo esterno. 

Il punto di vista principale è quello di Bruno, che vede tutto ciò che accade nel carcere attraverso le telecamere di sorveglianza, ascolta attraverso le cimici, controlla le vite dei detenuti come se ne fosse ossessionato. Ma in generale la presenza del luogo è imponente, le architetture del carcere quasi sovrastano la presenza dei personaggi.

I complimenti vanno nuovamente a Sky per la scelta di un tipo di serialità di grande qualità che diversifica, ancora una volta, il pubblico di riferimento e attinge con originalità a contenuti e temi poco praticati in Italia. Ottima scelta.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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