“Il silenzio grande”: un racconto intimo e universale sulla famiglia

Gassmann dirige Massimiliano Gallo e Margherita Buy nell'adattamento del testo teatrale di De Giovanni

Un film di Alessandro Gassmann. Con Massimiliano Gallo, Margherita Buy, Marina Confalone, Antonia Fotaras, Emanuele Linfatti. Commedia, 106′. Italia, Polonia 2021

Napoli. Villa Primic, che è stata un tempo un’abitazione di prestigio con vista su Capri, sta per essere messa in vendita. A deciderlo è stata Rose, moglie del noto scrittore Valerio, in parte sostenuta dai figli. L’unico che non vorrebbe lasciare la dimora è proprio Valerio il quale ha il sentito ma discreto appoggio della domestica divenuta ormai una di famiglia. Ma Valerio si è chiuso per troppo tempo nel suo mondo fatto di libri per poter davvero partecipare alle decisioni che vengono prese.

 

La parola è d’argento, il silenzio è d’oro, recita il detto. Ma se nella vita di tutti i giorni applicare questa massima può rivelarsi utile, paradossalmente, in famiglia, può produrre l’effetto contrario. Perché i rapporti familiari sono materia complicata; qualsiasi piccola incomprensione, se passata sotto silenzio e non affrontata, può provocare disastri. 

Lo spiega in modo perfetto Bettina (interpretata da una straordinaria Marina Confalone), cameriera nonché confidente, al professor Valerio (Gallo): “Si inizia con piccoli silenzi e poco alla volta non si parla più, costruendo il silenzio grande tra i componenti di una famiglia”.

“Il silenzio grande” di Alessandro Gassmann, presentato alle Giornate degli autori di Venezia, versione cinematografica del testo di Maurizio De Giovanni, già portato dal regista a teatro, e una versione toccante, poetica, ironica e malinconica del film “The Others” e una romantica de “Il sesto senso”.

Un’opera delicata, garbata, commovente, che trova il giusto equilibrio drammaturgico, emozionale e stilistico nel portare al cinema un testo teatrale, sfruttando il nuovo mezzo per amplificare alcuni elementi, come ad esempio Villa Primic, vero e proprio personaggio, che la scenografia permette di svelare poco a poco.

Il film racconta il lungo addio a una casa, e in generale a un’epoca e a una parte della vita. Un addio doloroso e sofferto quanto catartico e chiarificatore, che permette ai componenti della famiglia di fare i conti con il passato e con quell’ingombrante “fantasma di pietra”.

La necessità di vendere Villa Primic a causa dei debiti rappresenta un vero e proprio shock per Valerio, geniale scrittore nonché grande sportivo, ancora convinto che tutto possa risolversi senza rotture. La realtà, purtroppo, è ben diversa, ma questo casus belli sarà anche l’occasione per lui di rompere il muro di silenzio che ha innalzato per anni tra sé la moglie e i figli.

La scelta di Gassman di impostare il film come una serie di eleganti e serrate “sedute di analisi”, con Valerio che accoglie nel proprio studio ora la moglie Rose (Buy) ora i figli, arrivando a capire quanto sia stato miope a chiudersi in se stesso, è vincente.

Il limite della messa in scena è forse in un’impostazione e un ritmo troppo teatrale, ma non si può negare che, una volta ingranata la marcia, “Il silenzio grande” carburi, emozionando, facendo ridere e, alla fine, anche commuovere.

Oltre alla già citata Marina Confalone, e a Massimiliano Gallo e Margherita Buy che confermano le rispettive capacità, già ampiamente note al pubblico, mi piace sottolineare la performance della giovane Antonia Fotaras, che nel ruolo della figlia Adele dimostra talento e grande personalità.

“Il silenzio grande” è un racconto intimo quanto universale, che inevitabilmente ci farà riflettere sui nostri silenzi e sul tempo perduto dietro stupidi rancori e litigi. Perché sono il dialogo e la sincerità le basi per sentirsi realizzati, in famiglia sì, ma anche nella vita.

 

Il biglietto da acquistare per “Il silenzio grande” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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