Intervista a Minuta Gabura, regista esordiente alla Biennale di Venezia

"Donne e donne", presentato in Laguna, si ispira a una storia vera di femminicidio verificatasi a Padova

Accade spesso, nei dieci giorni di un Festival, di correre da un posto all’altro diventando più trottola che inviato, nell’intento di coprire più eventi possibile.
Si sa, più eventi coperti si traducono in più pezzi scritti e uno speciale più ricco, per la gioia del tuo superiore.

Se è un ufficio stampa amico a segnalarti un evento, fosse anche considerato minore sulla carta, l’inviato ligio al dovere fa di tutto per onorare l’invito. E può capitarti tra le mani una chicca, e un bel pezzo da scrivere.

Mi è successo alla Mostra del cinema di Venezia 2020, con il film “Donne e donne”, opera prima di Minuta Gabura, che qui non ricopre solo il ruolo inedito di regista, ma anche di sceneggiatrice e interprete.

Girato tra Padova e Venezia, “Donne e donne” racconta due uomini agli antipodi, due amori agli antipodi, uno puro e sano, l’altro violento. Ispirato a una storia vera, è dedicato a tutte le vittime di femminicidio, e a chi subisce ogni tipo di violenza e, con coraggio, è capace di ricominciare.

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Minuta Gabura, per parlare di questo suo bel progetto, del lavoro sul set e ovviamente del futuro.

 

Ciao Minuta, grazie per accettato il nostro inviato.

Grazie a voi. Sono una persona molto semplice, spero d’essere all’altezza.

 

Quando uscirà il film in sala?

Le prime proiezioni sono iniziate il 18 settembre a Padova, dove tutto è iniziato, dove abbiamo girato.

 

Com’è nata l’idea e la voglia di buttarsi in questa avventura, caricandosi sulle spalle ogni aspetto del film, dalla produzione alla recitazione?

Sono un’amante del cinema. Nel 2006 ho iniziato un percorso di studio e formazione cinematografica, studiando all’Accademia della Tv e del cinema di Roma. Ho iniziato a scrivere sceneggiature. Adoro scrivere storia di genere sociale di stretta attualità. Mi pongo in ascolto della società. In questi anni numerose storie mi hanno colpito, ma ho sentito l’esigenza di scrivere e poi mettere in scena proprio questa. “Donne e donne” è ispirato a una storia vera accaduta in Veneto, è un dramma molto forte.

 

Fare cinema in Italia è sempre più difficile, specialmente per le piccole produzioni. Quali difficoltà hai dovuto superare per vedere la tua idea diventare un film?

La ringrazio molto per la sua domanda. Mi permette di chiarire alcuni aspetti. All’inizio, forse un po’ ingenuamente, pensavo che mettere su una produzione potesse essere qualcosa di semplice, non troppo impegnativo. Invece poco alla volta , passando i mesi e direi un anno, non potevo più tirarmi indietro. Più di volta avrei voluto ritirarmi. Non c’è la facevo più. Temevo di crollare. Ma alla fine dopo un anno e mezzo, eccomi qui. Oggi sono qui a Venezia per presentare la mia prima opera. Un storia molto bella quanto forte, mi hanno confessato le persone che finora hanno visto il film. E’un messaggio che fa riflettere chiunque in maniera traversale.

 

Nel film interpreti Giulia, una donna romena venuta in Italia per lavorare e realizzare il proprio sogno di aprire poi un’attività nel suo Paese natale, madre di due figli. A Padova si legherà prima a Marco (Zequila) e poi a Luca (Lo Savio), che si riveleranno uomini molto diversi…

Quando una donna soffre, come nel caso di Giulia dopo la perdita di Marco, tende a fidarsi di persone a cui normalmente non darebbe fiducia. Il mio personaggio pensa di aver trovato un angelo in Luca, e invece si ritroverà poi a dover fuggire da un diavolo.

 

Come hai scelto il cast, di cui ricordiamo fanno parte professionisti affermati ma anche esordienti?

Mi sono basata sulla sceneggiatura, scegliendo interpreti in linea con i personaggi. Ho voluto attori “locali”, veneti, per dare maggiore risalto e forza all’ambientazione.

 

“Donne e donne” è il tuo primo film da regista. Com’è stato il lavoro sul set?

Con gli attori tutto è andato splendidamente. Con la troupe, invece, ho avuto dei problemi; ho dovuto fare dei cambiamenti in corso.

 

Il film, come ci dicevi, ha debuttato a Padova il 18 settembre. Cosa ti aspetti adesso?

Dopo il debutto, continueremo il tour di proiezioni. E speriamo di poter ampliare la distribuzione, e magari far arrivare “Donne e donne” anche in altri paesi, oltre all’Italia, ad esempio in Spagna.

 

Prima di salutarci, che progetti hai per il prossimo futuro? Stai già lavorando a un nuovo film?

Sì, ho già in mente un nuovo progetto, ma preferisco non dire nulla per adesso. Un passo alla volta. Adesso mi godo questo momento.

 

Grazie a Minuta Gabura per essere stata con noi. E in bocca al lupo.