Intervista all’autrice Filomena Grasso

di Ilaria Grasso

 

Filomena Grasso è un’anima di grande sensibilità e grande passione, autrice, fino a oggi, di due romanzi, “Amici più vicini” e “Ovunque andrai”.

L’abbiamo intervistata per la nostra rubrica Professione scrittore.

Ovunque andrai, Filomena Grasso

Ciao Filomena, bentrovata. Rompiamo il ghiaccio chiedendoti quanto conta, per te, emozionare ed emozionarti con quello che scrivi?

Emozionare con le mie parole è diventata per me una missione, un progetto di vita da realizzare. Narrare è tentare di rispondere alle domande dell’esistenza. Io sono quello che scrivo, io esisto quando scrivo. Si può dire che viva di emozioni. Quando poi l’emozione provata nello scrivere parola dopo parola, torna indietro, proprio come un boomerang e con una forza sovrumana, allora capisco di aver fatto qualcosa di buono.

Parliamo del tuo nuovo romanzo, “Ovunque andrai”, la tua seconda opera dopo “Amici più vicini”. Com’è nato?

Amo definire “Ovunque andrai” la mia creatura. Come una madre l’ho messa al mondo, l’ho seguita e l’ho amata con tutta me stessa. Dalla pubblicazione di “Amici più vicini” ad oggi ho vissuto una vera e propria evoluzione che mi ha visto diventare Donna. Nonostante abbia solo venticinque anni, considero questo secondo il romanzo della nuova maturità, perché ho vissuto una mole di esperienze che hanno lasciato in me un’impronta decisiva. Sono cresciuta, è cambiato il mio sguardo, il mio modo di rapportarmi alla vita e inevitabilmente anche la mia scrittura ne ha risentito. Vivo e scrivo con una maturità decisamente nuova.

Se guardiamo con il cuore possiamo cogliere i miracoli della vita, lo scrivi nel tuo libro. A te è già capitato di cogliere dei miracoli grazie agli occhi del cuore?

Continuamente. Ogni giorno mi meraviglio dei miracoli che accadono. “Quando vedi col cuore, un miracolo lo riconosci”, questo è il sottotitolo di “Ovunque andrai”. Credo che l’unico modo con cui si possa realmente leggere la realtà sia usare la lente del cuore. Noi siamo miracolo, esserci oggi è miracolo; poter camminare, vedere, parlare, respirare, queste azioni che diamo banalmente per scontate sono miracoli e noi stessi possiamo essere dono per l’altro, per chi amiamo. Usare il cuore, riconoscere i miracoli e ringraziare di più per quello che abbiamo gratuitamente ricevuto, questo dovremmo fare.

La protagonista del libro, Miriam, soffre di filofobia, la paura di amare. A mio avviso esistono molte persone che soffrono oggi di questo disturbo, ma non lo sanno. Tu cosa ne pensi?

Assolutamente sì. Miriam soffre di una rara forma di filofobia che le impedisce di legarsi sentimentalmente a qualcuno e di instaurare relazioni durature. Ritiene di essere felice anche così, e la frase che ripete spesso è: “Voglio una vita piena d’amore, ma senza un anello al dito!”. Miriam tenta di dare un nome a quello che le succede, inizia una personale ricerca sull’argomento, scopre questa parola e si rende conto che essendo il suo un disturbo molto comune, con un approccio terapeutico si può guarire.

Hai dedicato i tuoi due lavori a chi ha il coraggio di amare. Perché questa scelta?

Tengo particolarmente a questa dedica, l’ho usata nei miei due romanzi e se ne pubblicherò un terzo la riproporrò di nuovo. Vorrei che in qualche modo diventasse la mia firma, perché il coraggio è sempre stato costante e prerogativa della mia vita e poi perché credo realmente che come occorre coraggio per vivere ne occorre altrettanto, se non di più, per amare. Viviamo in un’epoca in cui abbiamo paura, non ci fidiamo, fuggiamo dai sentimenti, dalle emozioni, dalle relazioni umane. Vivere con coraggio, amare con coraggio, è una scelta di vita che va rinnovata ogni giorno. In alto sempre la bandiera del coraggio. Non basta però vivere distrattamente la vita, bisogna viverla con intensità, viverla con viva passione. Questo è quello che personalmente cerco d fare, non sempre ci riesco e forse sono più le volte che fallisco che quelle in cui faccio centro, ma quello che so per certo è che voglio vivere di passione, con passione e per passione e non mi stancherò mai di desiderarlo ardentemente e con tutta me stessa. La vita è troppo breve per aver paura.

Parliamo del tuo rapporto con la scrittura. Cosa rappresenta per te?

La scrittura è il sale della mia vita. Scrivere è il mio modo di stare al mondo, non è solo la mia professione, è quello che sono. Esisto solo quando scrivo perché scrivendo scopro me stessa e riesco ad arrivare al cuore dell’altro. Lascio in lui la scintilla e un messaggio quasi subliminale, “Tutto è segno per chi sa leggere”, con la speranza di poter fare del bene. Se guardiamo col cuore, se alleniamo questo muscolo, se ci crediamo davvero, possiamo leggere segni ovunque e agire come se le nostre azioni fossero guidate dall’amore. La scrittura mi ha salvata e mi salva ogni giorno. La scrittura mi rende libera.

Oggi essere uno scrittore significa anche rapportarsi con il mondo dei social network e del web. Qual è il tuo rapporto con le nuove tecnologie e i nuovi media?

Un buon rapporto, direi. Sono abbastanza attiva. Cerco di stare al passo coi tempi. Se usati bene e in modo consapevole, credo che i social siano un ottimo mezzo per incontrare l’altro e condividere la vita.

Dove possiamo trovarti?

Potete seguirmi sul mio profilo Facebook e sulla pagina Filomena Grasso Autore, su Instagram e a breve anche su Twitter. Potete contattarmi anche all’indirizzo email grassofilomena@alice.it

Grazie Filomena, di essere stata con noi. Prima di lasciarci, c’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cari lettori di Parole a colori vi ringrazio per il tempo che mi avete dedicato. Vedo “Ovunque andrai” muovere i primi passi e col cuore colmo di gioia ve lo affido con la speranza che possa accompagnarvi nel sentiero dei sentimenti e delle emozioni. Vi lascio il mio motto – “Tutto è segno per chi sa leggere!” – e quello che ogni giorno ripeto a me stessa: amate la vita, che per quanto drammatica e ironica è sempre dono e merita di essere vissuta; vivete con coraggio, cercando di fare del dolore una forza; ringraziate per quello che avete, per le piccole cose; amate con coraggio, perché i sentimenti richiedono coraggio; guardate col cuore così da poter leggere segni ovunque; essere miracolo per l’altro.





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