“Jurassic World”: un sequel che riallaccia i fili con l’originale

Dopo la trilogia degli anni '90, Colin Trevorrow dirige la prima di una nuova serie di pellicole

Un film di Colin Trevorrow. Con Chris Pratt, Vincent D’Onofrio, Bryce Dallas Howard, Judy Greer, Nick Robinson. 124′, Azione. USA, 2015

Sono trascorsi 22 anni dagli eventi di Jurassic Park. Il parco dei divertimenti con i dinosauri come attrazioni è ora una realtà che attira orde di visitatori, ma il management della Masrani Corporation non si accontenta. Consapevole che il suo pubblico chiede sempre di più, il CEO Simon Masrani finanzia un progetto che prevede la generazione, attraverso incroci genetici, di una nuova specie di dinosauro, mai esistita prima. Il suo nome è Indominus rex, la sua caratteristica principale quella di unire la ferocia e un’intelligenza molto più sviluppata. Ma qualcosa sfugge al controllo dei gestori del parco e Indominus rex diventa una minaccia letale per i 20 mila visitatori di Jurassic World.

 

Un tempo non troppo lontano era lo zoo il luogo dove i bambini potevano entrare in contatto, spaventandosi magari anche un po’, con la varietà e la potenza della Natura espressa attraverso le meraviglie del mondo degli animali. Leoni, tigri, giraffe, erano loro le star da applaudire.

Poi venne Steven Spielberg e ci portò nel suo personale parco, conosciuto anche come Jurassic Park. Era il 1993 e come spesso accade con le idee geniali e creative anche questa sconvolse il mondo, cambiandone la prospettiva.

I dinosauri sono entrati nelle nostre case; li abbiamo visti muoversi, mangiare, uccidere. Dopo averli studiati per tanti anni soltanto sui libri, queste creature sono diventate “reali”, tangibili. Intuendo il potenziale dell’intuizione, Hollywood ha prodotto una trilogia – deludente, almeno nella seconda e terza parte.

Era necessario, a oltre dieci anni di distanza, rispolverare la questione? Lo spettatore pagante attempato che è in me sarebbe tentato di dire di no, ma non sarei del tutto onesto se non dicessi anche che ieri pomeriggio, alla fine della proiezione, sono stato svegliato dai convinti applausi del giovane pubblico e si sa, chi paga il biglietto ha sempre ragione.

Vediamo allora perché il nuovo capitolo della saga sui dinosauri, che si è ampliata tanto da meritare il titolo di “Jurassic World”, può essere salvato dalla lapidazione cinematografica.

Merito dell’alta e intensa recitazione degli attori? No, decisamente no. Perché nella pellicola i veri protagonisti sono i dinosauri e senza i loro grugniti e la loro imponente fisicità a rendere le scene interessanti e vivaci sarebbe stato auspicabile un film muto.

Si, avete letto bene. Un film muto ci avrebbe evitato di ascoltare dei dialoghi deprimenti, piatti e scontati, e di veder sviluppato un intreccio narrativo davvero modesto, che porta lo spettatore a pensare che gli sceneggiatori del primo “Jurassic” avrebbero meritato una cattedra ad honorem in creatività, mentre quelli di oggi dovrebbero seguire un buon corso di aggiornamento e comprendere cosa significhi l’espressione “evoluzione narrativa”.

Dinosauri a parte, il film piace per la grandezza scenografica, stupisce per gli effetti speciali e in parte convince per una regia coraggiosa nel rendere naturale e pacificata l’idea – di per sé del tutto insensata – che l’uomo possa davvero essere “simile a un Dio”, che possa con le moderne tecnologie sfidare la natura, mischiando le carte della creazione e dell’evoluzione.

Purtroppo, a un certo punto, il velo dell’illusione cade, e ci viene mostrato con feroce chiarezza che, ancora una volta, siamo noi i veri mostri e che non si può comandare sull’istinto di una razza.

Azzeccato anche il finale dove l’uomo, riconosciuta la propria inferiorità, chieda proprio al mondo naturale e ai dinosauri stessi, prima considerati poco più che macchine di un parco giochi 2.0, di riportare ordine nel caos e di ripristinare il cerchio della vita.

Un tempo c’era Simba, il re leone, a far sentire il suo ruggito e scatenare l’applauso di grandi e piccini primi dei titoli di cosa. Oggi è la volta del Tirannosauro Rex.

 

Il biglietto da acquistare per “Jurassic World” è:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.