“Kinds of Kindness”: tre storie tragiche e bizzarre per la regia di Lanthimos

Un film grottesco e sconcertante, con un cast che si supera nelle interpretazioni multiple

Un film di Yorgos Lanthimos. Con Emma Stone, Jesse Plemons, Willem Dafoe, Margaret Qualley, Hong Chau. Drammatico, 165′. Gran Bretagna, 2024

Tre episodi, legati tra loro dal cast (ma con personaggi differenti) e da situazioni ricorrenti. Nel primo episodio un impiegato viene incaricato dal suo capo di uccidere un uomo: fallisce nel tentativo ed è costretto ad adottare stratagemmi sempre più assurdi per riparare il danno. Nel secondo un poliziotto è convinto che la moglie, scomparsa per mesi e poi ritornata dopo un viaggio, sia stata sostituita da una sosia. Nel terzo due adepti di una setta sono alla ricerca di una donna che ha il potere di restituire la vita ai morti.

 

Con “Kinds of Kindness”, presentato in concorso a Cannes, Yorgos Lanthimos, cinque volte candidato agli Oscar, torna al suo stile originale, grazie anche alla rinnovata collaborazione con Efthymis Filippou, sceneggiatore di “Dogtooth” (2009), “The Lobster” (2015) e “Il sacrificio del cervo sacro” (2017).

Senza aver mai abbandonato il gusto per il grottesco, Lanthimos ricollega ora la creatività surreale degli ultimi suoi film, “La favorita” e “Povere creature!”, con quel senso di sconcerto che le sue opere precedenti suscitavano, in un film che vede nuovamente protagonista, nonché co-produttrice, Emma Stone.

“Kinds of Kindness” è composto da tre episodi, tre “fiabe” dark, tragiche e bizzarre al tempo stesso che esplorano in modo diverso il concetto di controllo. Ogni storia racconta in qualche modo un aspetto inquietante della capacità che alcune persone hanno di manipolare gli altri, inducendole a compiere atti non solo stravaganti, ma finanche terrificanti.

Nel primo episodio, Jesse Plemons è un uomo soggiogato, in ogni aspetto della sua vita anche quella privata, dal personaggio di Willem Dafoe, dalla cui influenza vorrebbe disperatamente liberarsi. Nel secondo ancora Plemons è un poliziotto devastato dalla scomparsa della moglie, interpretata da Emma Stone, dispersa in mare. Quando questa però viene ritrovata sana e salva, qualcosa non lo convince, e diventa ossessionato dall’idea che quella donna, per quanto identica alla sua compagna, non sia davvero lei e la induce a compiere azioni sempre più assurde.

Infine nell’ultimo episodio Stone e Plemons sono membri di una setta che fonda il proprio credo sulle figure delle due guide spirituali, Dafoe e Hong Chau, e sul controllo sessuale che queste esercitano su ciascun membro. I due hanno una missione: trovare una ragazza in grado di risuscitare i morti.

Ciò che colpisce di “Kind of Kindness” è il fatto che gli stessi attori interpretino personaggi anche molto diversi tra loro, evidenziando la loro bravura nel veicolare caratteristiche, movenze, stili e linguaggi diversi, ma anche trasmettendo allo spettatore un certo senso di disorientamento, voluto e perfettamente in linea con la narrazione.

Un film che si presta a diverse interpretazioni, e che lascia lo spettatore libero di attribuire alle immagini e alle situazioni, con tutto il loro carico di stravaganza, grottesco e ributtante, significati soggettivi. A dimostrazione del fatto che, come lo stesso regista tiene a sottolineare, la realtà è spesso in grado di superare, quanto a stranezza, anche il cinema.

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