“L’esorcismo di Hannah Grace”: quando l’horror non fa tanta paura

Il film di Diederik Van Rooijen recupera uno dei temi più cari al genere, senza però distinguersi

Un film di Diederik Van Rooijen. Con Shay Mitchell, Grey Damon, Kirby Johnson, Nick Thune, Stana Katic, Louis Herthum. Horror, 85′. USA 2018

Megan Reed (Mitchell) lavora durante il turno di notte all’obitorio e riceve un cadavere sfigurato. Bloccata da sola nei corridoi del seminterrato, comincia ad aver visioni terrificanti e teme che il corpo ricevuto possa essere stato posseduto da una spietata forza demonica…

 

Cosa potrebbe mai andare storto durante un turno notturno in un obitorio? Se vi chiamate Megan Reed e siete la protagonista dell’horror “L’esorcismo di Hannah Grace”, la risposta è: praticamente tutto.

Il pensiero di essere bloccati in un obitorio, a notte fonda, con un cadavere posseduto è intrinsecamente inquietante. Sfortunatamente, però, il regista Diederik Van Rooijen spreca le potenzialità della storia, aprendo il suo film con uno degli esorcismi più maldestri mai girati. Condividendo con lo spettatore troppe informazioni già nella sequenza di apertura, il proseguo della pellicola è privo di qualsiasi mistero o suspense.

Da quando nel 1973 William Friedkin ha terrorizzato il pubblico con “L’esorcista”, i cineasti di tutto il mondo hanno tentato di replicarne il successo e il mordente. Nessuno ci è riuscito a pieno, anche se qualche risultato interessante c’è stato, come ad esempio “L’esorcismo di Emily Rose” (2005) o l’horror indipendente russo “Autopsy” (2017).

Il problema, con “L’esorcismo di Hannah Grace”, che risulta una visione scialba e a tratti frustrante, non è tanto nell’ideazione quanto nell’esecuzione: dal lavoro sul movimento di macchina, incomprensibile, alle scenografie troppo teatrali, fino all’imbarazzante CGI nel finale.

Hanna Grace, poi, nonostante il make-up inquietante, è tutt’altro che spaventosa mentre usa i suoi poteri demoniaci per sollevare le persone in aria e pian piano rompere le loro ossa. Durante queste scene, il regista scuote la telecamera in modo così violento da distogliere l’attenzione del pubblico dall’azione vera e propria.

Insomma, il pubblico alla ricerca di brividi a buon mercato probabilmente uscirà dalla visione di “L’esorcismo di Hannah Grace” soddisfatto. Ma gli appassionati di horror e chiunque sperasse in un film memorabile, che valga la pena rivedere in futuro, vorranno solo esorcizzare quanto prima questo nuovo, insulso demone dai loro ricordi.

 

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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