“L’événement”: un film da cui è impossibile non venire toccati

Anamaria Vartolomei straordinariamente convincente nel dramma diretto da Audrey Diwan

Un film di Audrey Diwan. Con Anamaria Vartolomei, Kacey Mottet-Klein, Luàna Bajrami, Louise Orry Diquero, Louise Chevillotte, Pio Marmaï, Sandrine Bonnaire, Anna Mouglalis, Leonor Oberson, Fabrizio Rongione. Drammatico, 100′. Francia 2021

Francia, 1963. Anne è una brillante studentessa con un promettente futuro davanti a sé. Tuttavia, quando resta incinta, vede svanire la possibilità di portare a termine i propri studi e sfuggire ai vincoli insiti nella sua estrazione sociale. Con l’avvicinarsi degli esami finali e la gravidanza sempre più evidente, Anne si decide ad agire, anche se deve affrontare la vergogna e il dolore, anche se deve rischiare la prigione per seguire la sua strada…

 

Ancora oggi, nel 2021, parlare di aborto scatena polemiche e crea divisioni, con due ideologie e pensieri in materia che si contrappongono duramente.

Il movimento femminista e le donne in generale hanno combattuto nei decenni dure e sentite battaglie per ottenere il diritto d’accesso all’aborto legale (in Italia è sancito da una legge del 1978), eppure questa scelta personalissima continua ad essere osteggiata in primis dagli stessi medici, che la trasformano spesso in una sorta di “guerra di religione”. 

Il cinema ha affrontato il tema dell’aborto, e in modo particolare di quello illegale, in molteplici occasioni. Mi sono sempre avvicinato a questo genere di film concentrandomi esclusivamente sul piano creativo e cinematografico, mettendo per quanto possibile da parte le mie opinioni in materia. 

Cercherò di fare altrettanto recensendo “L’événement” di Audrey Diwan, adattamento del romanzo omonimo di Annie Ernaux, fresco vincitore del Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia (e che mi prendo il merito, per una volta, di aver immaginato come papabile vincitore già alla vigilia).

Il film francese prende letteralmente lo spettatore per mano, portandolo dentro la vita dal percorso tracciato e ben definito di Anne (Vartolomei), studentessa universitaria seria e preparata, la migliore del suo corso. Anne ha le idee chiare su chi vuole diventare, sogna il riscatto sociale e culturale e l’emancipazione dal mondo dei genitori, onesti lavoratori ma poco istruiti.

“L’événement” – ovvero l’avvenimento – a cui allude il titolo e che rischia di far deragliare i progetti ambiziosi della ragazza è una gravidanza inaspettata quanto imprevista, frutto di una breve relazione con un universitario fuori sede. Anne è stupita da quanto le è successo, e lo spettatore insieme a lei – da una ragazza tanto perfetta e determinata non ce lo aspettiamo. 

Siamo nella Francia del 1963, il ’68 e il femminismo sono ancora lontani da venire. Le donne e il loro corpo sono sottoposti alle leggi di una società maschilista, di smaccate idee conservatrici. Per Anne la gravidanza è il primo passo verso un futuro da casalinga frustrata. Così inizia una corsa contro il tempo per abortire, illegalmente

Al di là delle proprie idee in materia, è difficile biasimare o condannare la ferrea volontà della ragazza di interrompere la gravidanza a ogni costo (consultando due medici, che però si rifiutano di aiutarla; provando con soluzioni fai da te, che però falliscono miseramente). Anne non vuole essere madre adesso, in futuro forse. Al momento le sue priorità sono altre. 

“L’événement” va vissuto come un’angosciante battaglia tra una donna e il suo corpo, tra una madre e un bambino non voluto. Una contrapposizione fisica, esistenziale, emotiva che non prevede alcun compromesso.

La sceneggiatura di Audrey Diwan e Marcia Romano è asciutta, diretta, intensa, incalzante, amara, travolge ogni barriera emotiva dello spettatore obbligandolo a partecipare e condividere ogni tappa di questa via crucis che Anne si è auto imposta. Una via crucis rappresentata in modo crudo nella messa in scena, ma che resta credibile anche nei passaggi più forti. 

Anamaria Vartolomei è straordinariamente fredda e glaciale di fronte ad ogni avversità, mai scontata. Indossa con naturalezza e fierezza gli scomodi panni di Anne, femminista ante litteram, veicolando una valenza eroica e un’essenza guerriera. La Vartolomei è il film, ne porta il peso, il dolore e la fatica restituendo autenticità, rabbia, dolore. Una performance davvero unica, la sua. 

“L’événement” è uno di quei rari film che ti lascia davvero qualcosa dentro dopo averlo visto. Una nuova consapevolezza di ciò che hanno dovuto attraversare – e attraversano ancora adesso – le donne di tutto il mondo, per avere la possibilità di decidere autonomamente del proprio corpo e della propria vita. 

 

Il biglietto da acquistare per “L’événement” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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