“L’inchiesta du Barry”: recensione del romanzo di Frédéric Lenormand

Un giallo storico sorprendente, dove dominano lo stile ironico e i due protagonisti litigiosi

È uscito il 17 maggio per Mondadori L’inchiesta du Barry. Al servizio (segreto) di Maria Antonietta di Frédéric Lenormand. Un giallo storico sorprendente, soprattutto per il tono e lo stile del racconto, ambientato alla corte di Versailles e nella Parigi del Settecento. 

Sposata da poco con Luigi XVI, Maria Antonietta è già annoiata dal suo nuovo ruolo. Merletti e fronzoli non sono certo sufficienti a intrattenerla e a riempire le sue giornate. Quando però viene a sapere del furto dei gioielli della Contessa du Barry, decide di darsi da fare e sviluppare nuove abilità, questa volta come detective. Per il bene della missione, assegna a Rose, una modista, e Léonard, un parrucchiere, l’improbabile ruolo di spie.

Il problema è che Rose e Léonard non si sopportano e le uniche parole che scambiano sono insulti. Rose è compulsivamente precisa e ordinata; Léonard, tutto l’opposto. Ma dovranno imparare ad andare d’accordo e ad agire con assoluta discrezione se vogliono guadagnarsi un posto a corte e il favore di Sua Maestà.

La loro indagine inizia in città, dove sono appena stati ritrovati due morti assassinati. Gli omicidi sono forse collegati al furto dei gioielli? Riusciranno i due a svelare il mistero e a recuperare la refurtiva, ingraziandosi così la regina? Lei, del resto, assumerà un ruolo tutt’altro che defilato e completamente diverso da quello che le è stato assegnato.

I resoconti storici e soprattutto le rivisitazioni romanzesche, cinematografiche e televisive che ne sono state fatte poi, ci hanno rimandato spesso un’immagine di Maria Antonietta superficiale, disinteressata ai problemi del suo Paese di adozione, infantile. Ecco, dimenticate tutto questo!

Frédéric Lenormand, nel suo romanzo, rovescia gli stereotipi sulla regina e costruisce un personaggio intelligente e acuto, capace di nascondere le sue reali intenzioni e strategie dietro alla solo apparente frivolezza. Una regina che pensa e agisce, per una volta! Una piacevole novità, per quanto mi riguarda.

Al di là di questa nota preliminare, “L’inchiesta du Barry” è una sorpresa, originale soprattutto per ciò che riguarda lo stile. Certo, l’ambientazione è affascinante e la trama gialla abbastanza intricata – forse anche troppo, con il profluvio di nomi composti che, dopo un po’, rendono alquanto complicato ricordare chi sia chi e che fine abbia fatto chi – da tenere col fiato sospeso fino alla fine.

Ma è la scrittura infarcita di ironia, e la sua sublimazione nei due protagonisti, la modista e il parrucchiere alla ricerca del sostegno reale e che quindi si improvvisano investigatori/spie per la regina, quella che non ti aspetti. I dialoghi tra Rose e Léonard, il loro offendersi apertamente – e ancora meglio velatamente, attraverso frecciate a più riprese – sono uno spasso. Un romanzo storico giallo che fa ridere di gusto

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Giornalista per passione e professione. Mamma e moglie giramondo. Senese doc, adesso vive a Londra, ma negli ultimi anni è passata per Torino, per la Bay area californiana, per Milano. Iscritta all'albo dei professionisti dal 1 aprile 2015, ama i libri, il cinema, l'arte e lo sport.

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