La festa degli innamorati tra San Valentino e un bacio d’artista

di Gianni Miglionico

Oggi da nord a sud si preannuncia un tripudio di cuori, rose rosse e romanticismo. Siamo così abituati a questa giornata dedicata alle coppie che finiamo per dare molte cose per scontate. Ad esempio, vi siete mai chiesti chi sia il Valentino, protettore degli innamorati, a cui è dedicato questo giorno?

Gioacchino e Anna

Valentino (il nome deriva dal latino valentinus, “che sta bene, sano, forte”), conosciuto anche come Valentino da Terni o Valentino da Interamna è stato un vescovo romano, martire, vissuto tra il 176 e il 273 d.C. Nato in una famiglia patrizia, fu convertito al cristianesimo e consacrato vescovo di Terni nel 197, a soli 21 anni. Nel 270 si trovava a Roma, su invito dell’oratore greco e latino Cratone, per predicare il Vangelo e convertire i pagani. L’imperatore Claudio II il Gotico gli impose di sospendere la celebrazione religiosa e abiurare la propria fede, ma Valentino si rifiutò di farlo, tentando anche di convertire lo stesso imperatore. Nonostante questo, Claudio lo graziò, affidandolo a una nobile famiglia. Valentino venne arrestato una seconda volta sotto il successore di Claudio II, Aureliano. Le persecuzioni contro i cristiani proseguivano e dal momento che la popolarità del vescovo cresceva, i soldati lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, dal legionario Furius Placidus, per ordine dell’imperatore.

San Valentino è poi divenuto il protettore degli innamorati e degli epilettici, per via di alcune vicende (storicamente non accertate) della sua vita. Si racconta, ad esempio, che un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando. Si avvicinò alla coppia, porse loro una rosa e li invitò a tenerla in mano insieme. Dopo questo i giovani si allontanarono riconciliati.

Il 14 febbraio 496 papa Gelasio sostituì la festa pagana dei Lupercalia (riti di fertilità più o meno orgiastici, durante i quali si “creavano”, mediante estrazioni a sorte, nuove coppie di fidanzati) con quella dedicata al santo martire ternano, già venerato come messaggero d’amore perché in vita distribuiva i fiori del suo giardino ai giovani di passaggio. Nel Medioevo, questa predilezione dimostrata da Valentino agli innamorati fu accostata alla credenza che il 14 febbraio gli uccelli iniziassero a nidificare.

A proposito di amore, mi sembra giusto parlarvi, per la festa degli innamorati, di quello che con ogni probabilità è il più antico bacio della storia dell’arte cristiana. Si tratta di una scena del prezioso ciclo di storie della Madonna e di Gesù, dipinte da Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova, tra il 1304 e il 1306.

Nel dipinto sono rappresentati i genitori di Maria, i santi Gioacchino e Anna. I protagonisti della storia sacra non avevano ancora figli, dopo vent’anni di matrimonio. Un giorno, durante la festa della Dedicazione, Gioacchino decise di partire per Gerusalemme per porgere le sue offerte sull’altare di Yahvè e pregare per il figlio tanto desiderato. Il sacerdote lo riconobbe e lo scacciò indignato dal tempio, era infatti ritenuto scandaloso che un uomo infecondo, incapace di aumentare il popolo di Dio, presentasse la sua richiesta alla divinità che aveva posto su di lui il segno della maledizione. Colpito dall’infamia, Gioacchino evitò di frequentare gli zeloti e si rifugiò presso i pastori del deserto. Qui gli apparve l’angelo del Signore per annunciargli che la sua sposa Anna avrebbe messo al mondo una bambina, Maria, la futura madre del Messia. Anche Anna ricevette la visita dell’angelo che portava la buona novella.

L’affresco di Giotto ci restituisce il momento in cui Anna, già in attesa di Maria, saluta sotto la porta d’Oro di Gerusalemme il ritorno del marito, su un ponte, alla presenza di cinque donne e un contadino. Gli sposi si ricongiungono salutandosi con un tenerissimo bacio sulle labbra; entrambi gioiscono per il futuro che è stato promesso loro, ognuno con il segreto d’amore dell’altro nel proprio cuore.





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