La mamma nei grandi classici: 8 personaggi letterari indimenticabili

Dalla mitologia alla letteratura internazionale: figure di donne sagge, bonarie, appassionate

Ci sono quelle apprensive e quelle rigide, quelle amiche e quelle autoritarie. Possono essere giovani oppure mature, lavoratrici o casalinghe. Se è vero che di mamma ce n’è una sola, ognuna è unica e particolare, un mondo a sé. La cosa che le accomuna tutte – eccetto qualche caso limite – è l’amore per i figli.

La letteratura ci offre un campionario vastissimo di figure materne: molto spesso buone e protettive, tutte da imitare; qualche volta pessimi esempi.

In occasione della Festa della mamma, che cade quest’anno in Italia il 9 maggio, abbiamo riunito, in un post, le 8 mamme più indimenticabili dei libri. Indimenticabili nel bene e nel male.

 

PENELOPE, Odissea di Omero

Penelope rappresenta la figura femminile per eccellenza del mondo antico, moglie e madre esemplare. Fedele al marito Ulisse nonostante gli anni di lontananza, fa di tutto per preservarsi e aspetta pazientemente il ritorno dell’amato. Regina di Itaca, rimane da sola a crescere il figlio Telemaco per ben vent’anni, mentre il marito combatte a Troia e poi viaggia in lungo e in largo per il Mediterraneo. Omero racconta la storia di una donna forte e paziente, di una mamma-coraggio ante litteram, innamorata e legata ai valori della famiglia. Un esempio da seguire.

 

MEDEA, tragedia omonima di Euripide

Se Penelope rappresenta un esempio positivo di madre, lo stesso non si può dire di Medea, altra imponente figura della mitologia greca. Innamoratasi perdutamente di Giasone, il condottiero che guida gli Argonauti in Colchide alla ricerca del vello d’oro, Medea aiuta il suo amato nell’impresa, andando contro il suo stesso popolo, e poi lo sposa e parte con lui. Dopo alcuni anni, viene però abbandonata e, presa dalla disperazione, per vendicarsi uccide i figli avuti con lui. Quando si dice una madre implacabile.

 

GERTRUDE, Amleto di William Shakespeare

Mettiamo da parte la mitologia, per entrare nel mondo della grande letteratura inglese, quella di William Shakespeare per la precisione. Gertrude, madre di Amleto, è un’altra donna da non prendere a esempio. Dopo solo un mese dalla morte del marito, il re di Danimarca, decide di sposare il cognato Claudio, che ha ucciso con l’inganno il precedente sovrano, padre di Amleto, per impossessarsi del trono. Sebbene provi un autentico affetto materno per il figlio, Gertrude non riesce ad anteporre il sentimento per lui a quello per il nuovo marito.

LA SIGNORA BENNET, Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen

Jane Austen è abilissima a rappresentare, nei suoi libri, le più svariate sfaccettature della figura femminile. La signora Bennet di “Orgoglio e pregiudizio” è la rappresentazione della mamma un po’ impicciona, invadente e anche un tantino apprensiva. Annoiata dal suo stesso matrimonio, la donna dedicata tutte le energie alle figlie e alla ricerca del marito ideale per ognuna di loro.

 

MARGARET CURTIS MARCH, Piccole donne di Louisa M. Alcott

Quando si parla di mamme nei libri, ce n’è una che si eleva sulle altre, una sorta di “mamma delle mamme”. Stiamo parlando della signora March, che si ritrova da sola ad allevare quattro figlie mentre il marito è in guerra. Nonostante le difficoltà, la donna non si lascia abbattere e si dimostra non solo forte ma saggia. Adora le figlie, le ascolta e dà loro buoni consigli. Grazie a lei le “piccole donne” possono affrontare situazioni serie e complicate in modo positivo.

 

HESTER PRYNNE, La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorn

Hester è quella che possiamo definire un’altra madre-coraggio. Trasferitasi nel Massachusetts prima del marito, un anziano scienziato, ha avuto una figlia, Pearl, da una relazione adulterina. Per questo viene messa alla gogna e condannata a portare sul petto l’infamante lettera ‘a’, ritagliata “su un bel panno scarlatto”. Hester si rifiuta di rivelare il nome del suo amante, ma il marito si mette comunque alla ricerca dell’uomo, e riesce anche a scoprirne l’identità… La storia avrà tutt’altro che un lieto fine.

ANNA KARENINA, Romanzo omonimo di Lev Tolstoj

Dopo la giovane Hester della “Lettera scarlatta”, ecco un’altra adultera letteraria indimenticabile, l’affascinante Anna Karenina. Nonostante le sue tormentate vicende la portino a una fine triste e dolorosa, Anna viene ricordata soprattutto per il grande attaccamento verso il primo figlio, Serëža, che rappresenta per lei l’unica luce nelle tenebre che la circondano.

 

ANN PRENTICE, Una figlia per sempre di Mary Westmacott

Per chi non conoscesse questo pseudonimo, Mary Westmacott altri non è che la Regina del Giallo, Agatha Christie. Con questo nom de plum, la Christie ha scritto diversi romanzi d’amore, tra cui “Una figlia per sempre” che racconta magnificamente il rapporto di amore-odio tra madre e figlia.

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