“La promessa dell’alba”: la storia del legame tra una madre e un figlio

Charlotte Gainsbourg e Pierre Niney protagonisti del film tratto dal romanzo di Romain Gary

Un film di Eric Barbier. Con Charlotte Gainsbourg, Pierre Niney, Didier Bourdon, Jean-Pierre Darroussin, Catherine McCormack. Biopic, 131′. Francia 2017

Nina Kacew è una donna irascibile e tenace che sogna il figlio ambasciatore e grande romanziere. Caparbiamente convinta che il suo ragazzo sia destinato a un destino fuori dal comune, ogni sua azione è votata alla causa. Cresciuto in Polonia e sotto l’egida di questa madre febbrile che lo educa alle gioie e agli scacchi della vita, Romain sperimenta il mondo fuori e quello domestico affollato di dame che indossano i cappelli che Nina cuce per loro. Ma è la Francia che Nina ha promesso a suo figlio, la terra dove diventerà uomo e farà i suoi studi. Trasferitasi a Nizza, Nina finirà per gestire un grazioso hotel in riva al mare e guardare il suo ragazzo partire per Parigi e poi per la guerra, che incombe come i nazisti ai confini. Tra andate e ritorni, tra separazioni e promesse, tra lettere interminabili e carezze infinite, Romain combatterà la sua battaglia e diventerà tutto quello che Nina aveva sognato per lui.

 

Avviso allo spettatore: la visione di “La promessa dell’alba” è vivamente consigliata a chiunque abbia avuto in passato o abbia tutt’ora un rapporto difficile con la propria madre, considerandola come la responsabile ultima di ogni fallimento.

Lo scrittore francese Romain Gary ha raccontato nel suo romanzo più sofferto, autobriografico e probabilmente riuscito il rapporto con la persona più importante della sua vita, la carismatica quanto opprimente madre Nina.

Dopo quasi sessant’anni dall’uscita, avvenuta nel 1960, “La promessa dell’alba” arriva al cinema, merito della testardaggine e non ultimo del grande sforzo economico (sono serviti 25 milioni di euro per realizzare il film) dei due produttori, Eric Jehelmann e Philippe Rousselet.

Al centro della storia, il rapporto di dipendenza che a tratti ha sfiorato l’ossessione tra una madre e un figlio, un rapporto che prende vita attraverso un flusso di ricordi, sensazioni, emozioni.

Il regista Eric Barbier compie un lodevole lavoro di sintesi e riscrittura dell’imponente materiale letterario di partenza, strutturando la vita di Romain in tre momenti precisi: l’infanzia in Polonia, l’adolescenza a Nizza e il servizio militare durante il secondo conflitto mondiale, prima a Londra e poi in Africa.

Lo spettatore è trascinato dentro una storia in cui si alternano momenti divertenti, drammatici, grotteschi, surreali, teneri, e in cui è difficile stabilire cosa sia realmente accaduto e quanto invece sia frutto della fantasia dello scrittore.

Nonostante gli sforzi di Barbier, però, “La promessa dell’alba” presenta diversi momenti lenti, per via di una messa in scena a tratti forzata ed eccessivamente teatrale e dei toni recitativi dei due protagonisti, caricati ed eccessivi. Anche il minutaggio del film (131′) non aiuta a tenere viva l’attenzione.

Nina rappresenta l’unico punto fermo della storia, e Charlotte Gainsbourg sfodera l’ennesima interpretazione magistrale. Ma chi è davvero Nina, ci chiediamo spesso? Una madre pronta a sacrificare tutto per il bene del figlio? Una donna che carica sulle spalle del figlio, sin da bambino, un peso troppo grande da sopportare?

Pierre Niney interpreta Romain Gary – scrittore, eroe di guerra, diplomatico, donnaiolo – con passione e dedizione, dimostrandosi nel complesso credibile.

 

Il biglietto da acquistare per “La promessa dell’alba” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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