“La proposta di un gentiluomo”: recensione del romanzo di Julia Quinn

Il terzo capitolo della serie dei Bridgerton, riedita da Mondadori, è incentrato su Benedict

Ci sono libri che, dopo averli letti, ti lasciano addosso una grande stanchezza mentale. In questi casi io sento il bisogno di una lettura leggera, dopo, per riprendermi. E chi meglio dei gettonatissimi Bridgerton potevano assolvere il compito?!

La proposta di un gentiluomo, edito da Mondadori in una nuova veste a settembre, è il terzo capitolo della serie di romance dell’autrice americana Julia Quinn, dedicato al secondo fratello maschio della famiglia, Benedict.

Sophie Beckett discende da una nobilissima famiglia, ma non ha avuto una vita facile. Figlia illegittima del conte di Penwood, non ha potuto contare sull’affetto dei genitori, e dopo che il padre è morto è stata trattata come una sguattera dalla matrigna e dalle due sorellastre.

Mai e poi mai avrebbe immaginato di partecipare un giorno al ballo in maschera di Lady Bridgerton. Né tanto meno di incontrarvi un principe azzurro che stesse aspettando proprio lei. Eppure, mentre volteggia leggera tra le forti braccia del bellissimo Benedict, secondogenito della famiglia, le sembra quasi impossibile che quell’incantesimo debba dissolversi allo scoccare della mezzanotte. Non dimenticherà mai quella serata, ne è sicura.

Neanche Benedict potrà scordare la sensazione provata danzando con quella sconosciuta. Chi si celava dietro quella maschera? Il giovane ha giurato a se stesso che l’avrebbe scoperto, per poi sposarla. Ma quando, anni dopo, conosce casualmente Sophie, che crede una cameriera, il suo proposito vacilla: è giunta l’ora di porre fine alla ricerca della misteriosa ragazza che gli ha rapito il cuore e abbandonarsi a un nuovo sentimento? Perché certo Sophie non poteva essere al ballo… oppure sì?

Come ha dichiarato la stessa autrice, “La proposta di un gentiluomo” è il suo personale tributo alla fiaba di Cenerentola. I punti di contatto saltano all’occhio a partire dalla sinossi: una matrigna cattiva, due “sorellastre”, un’orfana costretta a fare da serva in casa propria. E naturalmente un principe azzurro che si innamora della bella a prima vista, durante un ballo per giunta…

Se la prima parte del romanzo ricalca piuttosto fedelmente l’originale, la Quinn ha saputo affrancarsi dal suo modello, nella seconda, aggiungendo del suo. E per questo le va reso merito. Certo, la storia è sempre quella, non aspettatevi chissà quali colpi di scena! Però tra una corsa in calesse sotto il diluvio, una proposta “indecente”, un’accusa di furto con conseguente notte in prigione e altre avventure assortite diciamo che non ci si annoia

Questo è il “romanzo di Benedict” – secondogenito della famiglia Bridgerton – ma soprattutto è il romanzo di Sophie. Una ragazza che non ha avuto una vita facilissima ma che non si è mai persa d’animo, che ha mantenuto i suoi principi e ha saputo reinventarsi.

Certo, alla fine anche lei è cresciuta in una famiglia nobile, ha avuto un’istruzione e accesso a certi ambienti (una vera cameriera, siamo onesti, al ballo in maschera non avrebbe in alcun modo potuto accedere!) quindi non possiamo dire che sia proprio tanto diversa dalle altre “eroine” dei romanzi della Quinn… Ma quanto meno Sophie è capace di sporcarsi le mani, ha lavorato e lavora per mantenersi, non è solo un animaletto da salotto con l’unica aspirazione di trovare un buon marito. Una piacevole novità, per quanto parziale.

La proposta di un gentiluomoconferma le doti della sua autrice, che già avevo evidenziato nella recensione di “Il visconte che mi amava”: il mix vincente tra romanticismo, erotismo (neanche troppo) e ironia; la capacità di non prendersi troppo sul serio; la caratterizzazione tutto sommato credibile dei personaggi; la descrizione non ridondante ma intrigante del periodo storico in questione.

Claudia Jessie è Eloise Bridgerton, Ruth Gemmel Lady Violet Bridgerton, Florence Hunt Hyacinth Bridgerton. “Bridgerton”, stagione 1. © Nick Briggs/Netflix

Nota di merito per Lady Bridgerton, Violet, la matriarca della famiglia, che in questo romanzo svolge un ruolo di un certo spessore. Una donna brillante, dotata di grande acume, sensibilità e amore per i figli (cosa non scontata, in realtà). La scena che la vede protagonista, verso il finale, in prigione, contrapposta alla terribile Araminta è veramente piacevolissima e divertente. 

Che dire, non ci resta che aspettare il 16 marzo, quando arriverà in libreria per Mondadori la nuova edizione di “Un uomo da conquistare“, quarto romanzo della serie. Dedicato a Colin Bridgerton, e a Lady Whistledown… Lo confesso, sono alquanto curiosa di vedere come si svilupperà la storia. 

Previous article“Le indagini di Lolita Lobosco”: il giallo incontra la commedia romantica
Next article“Il metodo Catalanotti”: l’8 marzo su Rai1 l’ultimo film di Montalbano
Giornalista per passione e professione. Mamma e moglie giramondo. Senese doc, adesso vive a Londra, ma negli ultimi anni è passata per Torino, per la Bay area californiana, per Milano. Iscritta all'albo dei professionisti dal 1 aprile 2015, ama i libri, il cinema, l'arte e lo sport.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here