La psicologia dell’abitare: come organizzare la casa per vivere meglio

Dalla scelta dei colori per le stanze alla necessità di liberarsi ciclicamente degli oggetti di troppo

di Giulia Masserdotti

 

La casa non è solo l’ambiente dove ci riposiamo dopo una lunga giornata di lavoro o a cui torniamo con una certa gioia dopo un periodo di vacanza, ma è lo specchio della nostra psiche. E la cosiddetta “psicologia dell’abitare” ci insegna come questo ambiente tanto intimo può possa diventare persino terapeutico.

Lo psicanalista svizzero Carl Gustav Jung descriveva la casa come il simbolo del mondo affettivo di chi vi abita, e quindi questa si pone come collegamento diretto tra mondo interno e mondo esterno.

Come rendere lo spazio che abitiamo positivo per la nostra mente e la nostra salute? Secondo il feng shui (‘feng’ vento, ‘shui’ acqua che nei paesi orientali portano salute, felicità e pace), l’arte cinese che studia come organizzare gli spazi in modo da creare armonia, nulla va lasciato al caso.

Le stanze devono essere luminose, e non devono esserci troppi oggetti e complementi d’arredo in una sola stanza, meglio lasciare degli spazi vuoti. L’ambiente, contrariamente a quanto si può pensare, sembrerà più accogliente e meno caotico.

I colori dei mobili devono essere in sintonia tra loro e con le pareti; stesso discorso vale per lo stile del mobilio: se, ad esempio, avete un tavolo rustico evitate una credenza troppo moderna. E così via.

Le parole d’ordine per il benessere sono pulizia e ordine. Fate attenzione a non accumulare e liberatevi ciclicamente di ciò che non usate più, che non vi piace più o che collegate a eventi spiacevoli.

Come ogni torta che si rispetti, anche nella casa perfetta non può mancare la ciliegina. Prestate attenzione ai dettagli – senza che questo diventi un’ossessione, ovviamente! Ogni stanza deve parlare di voi, attraverso un soprammobile particolare, un souvenir portato da un viaggio, una stampa o un poster. Disponete gli oggetti seguendo l’istinto e il cuore. E non fate l’errore di adagiarvi, ma siate sempre aperti al cambiamento.

E per quanto riguarda i colori? Il giallo è perfetto per cucina e soggiorno, perché trasmette energia e allegria, ma come tinta principale non è consigliato (perché provoca frustrazione e rabbia). Il blu è rilassante, consigliato per la camera da letto. Attenzione a non scegliere una tinta troppo scura, che potrebbe infondere tristezza e rendere l’ambiente eccessivamente buio.

Il verde è considerato il colore migliore per rilassare gli occhi, stimola la socialità e ha effetti calmanti. Ideale per la camera e le camerette dei bambini. Il rosso e l’arancione aumentano il livello di energia di una stanza e suscitano entusiasmo: consigliati per la zona giorno, meno per la zona notte perché non aiutano a riposare.

E voi? Avete organizzato la vostra casa seguendo delle regole oppure vi siete fatti guidare dalla creatività pura e semplice? Cosa ne pensate dell’influsso dell’abitazione sulla mente e il benessere? Aspettiamo di conoscere le vostre esperienze.