“La timidezza delle chiome”: un esordio bello e coinvolgente

Valentina Bertani racconta la storia di due gemelli israeliani con una disabilità intellettiva

Un film di Valentina Bertani. Con Benjamin Israel, Joshua Israel, Sergio Israel, Monica Carletti, Michele Scaramuzza. Drammatico, 96′. Italia, Israele 2022

Benjamin e Joshua Israel sono due gemelli omozigoti di 19 anni di origine ebraica che hanno entrambi una disabilità intellettiva ma anche una grande caparbietà e carisma. Una volta terminata la scuola, si trovano davanti a un bivio. Cosa fare? Molti loro amici e compagni di scuola hanno già pianificato il loro futuro, loro ancora no. Sostenuti sempre dalla loro famiglia, prendono di petto un mondo che non sembra disposto ad accoglierli con le loro passioni e desideri: la Roma, la musica, il sesso o una relazione stabile con una ragazza. A volte litigano, ma non possono fare a meno l’uno dell’altro fino a quando un momento decisivo della loro vita li porta a comprendere che il loro legame non si spezzerà anche se le scelte individuali possono essere diverse.

 

Valentina Bertani, nel suo esordio “La timidezza delle chiome”, presentato a Roma, si fa portavoce silente e composta della movimentata vita della famiglia Israel. In punta di piedi entra nelle vite dei personaggi e ci conduce per mano attraverso i loro sogni, le loro paure, il loro immenso coraggio.

Il film è un documentario e una biografia, rappresenta la realtà molto da vicino e si fa forte di una fotografia senza sbavature, sempre coerente con ciò che mostra, e di inquadrature che finiscono per rappresentare uno dei motivi per cui la pellicola è affascinante.

Anche i due protagonisti, Benjamin e Joshua, gemelli diciannovenni con una disabilità intellettiva, sono molto naturali e sciolti davanti alla videocamera. Grazie a loro, la visione è piacevole e coinvolgente.

“La timidezza delle chiome”, insomma, è riuscito, bello da vedere e capace di coinvolgere chi guarda dalla prima all’ultima inquadratura. Un esordio promosso a pieno voti.

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Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

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