“La truffa dei Logan”: una commedia esilarante ma profonda

Steven Soderbergh dirige una pellicola ironica e impegnata al contempo, con un cast in stato di grazia

di Riccardo Carosella

 

Un film di Steven Soderbergh. Con Channing Tatum, Adam Driver, Hilary Swank, Sebastian Stan, Daniel Craig. Commedia, 119′. USA, 2017

Jimmy Logan, ex quarterback con una gamba offesa, e Clyde Logan, veterano dell’Iraq senza un braccio, decidono di organizzare una rapina. Separato dalla consorte e licenziato dal boss l’uno, single con pub l’altro, i Logan vivono nell’America rurale, collezionano una sfortuna eterna e perpetuano una maledizione familiare. Ma quella superstizione, esemplificata dal corso disastroso delle loro esistenze, diventa la loro chance: una buona copertura (chi accuserebbe mai due storpi?) e una buona occasione (giunti a questo punto, i Logan non hanno niente da perdere).

 

Jimmy Logan (Tatum) è un ex quarterback, ritiratosi prematuramente per un grave infortunio. Clyde Logan (Driver) un reduce della guerra in Iraq senza un braccio e proprietario di un pub. Il primo è divorziato dalla moglie ma con una bambina che lo considera il suo eroe, il secondo un single senza legami.

Messi alle strette, senza niente da perdere, decidono di mettersi in società per realizzare il colpo del secolo: rubare l’incasso faraonico della corsa automobilistica Coca Cola 600. Per questo – improbabile – colpo mettono insieme una banda quanto meno eccentrica.

Il cigno sembrava aver cantato per l’ultima volta e invece eccolo qui, a divertire e a divertirci come la prima volta. Steven Soderbergh dirige un cast d’eccezione e firma una sceneggiatura coinvolgente per un film entusiasmante, fatto di gag e situazioni surreali ma anche di sane emozioni e messaggi sociali.

I fratelli Logan sono due ex giovani messi all’angolo da una società e da una vita che sembrano non avere pietà per i loro corpi martoriati e che non dà loro nessuna chance di rivincita. Feriti nel corpo e soprattutto nell’animo, ma ancora vivi nello “spirito”, decidono di tentare il tutto per tutto.

Il parallelismo con la serie di “Ocean’s” viene spontaneo. La differenza tra i due film è che nel primo i protagonisti erano belli e vincenti, nel secondo sono l’esatto contrario. A differenza dei bei personaggi di Pitt, Clooney e Garcia, quelli di Tatum, Driver e Craig sono rozzi, ributtanti, e perdenti. Persone che, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti a realizzarsi e che affrontano la vita a pugni stretti, con un grande peso sulle spalle.

“La truffa dei Logan”, insomma, non è solo una commedia senza pretese ma anche un film che denuncia la società americana, che trascura una middle class in difficoltà e che sembra occuparsi solo di chi sta già bene e possiede tutto. Una società che in alcuni casi, come nel film, porta persone fondamentalmente oneste a infrangere la legge.

Perché la disperazione può portare un individuo a disconoscere regole, istituzioni e principi in nome di una dignità che troppe volte viene calpestata e negata proprio da quelle istituzioni che dovrebbero garantirle.

Se amate Soderbergh e il suo cinema ironico e allo stesso tempo impegnato, andate a vedere questo film. Vi divertirete e vi emozionerete.

 

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