“La vacanza”: una storia che racconta l’impossibilità di stare al mondo

Un racconto amaro e malinconico, ben interpretato da Antonio Folletto e Catherine Spaak

Un film di Enrico Iannaccone. Con Antonio Folletto, Catherine Spaak, Carla Signoris,  Veruschka von Lehndorff, Luca Biagini. Drammatico, 98′. Italia 2019

Valerio è un trentenne che ha avuto una moglie molto amata e poi irrimediabilmente perduta. Ora gestisce un bar sulla spiaggia del Cilento e fa lezioni di yoga con Anneke, un’anziana signora tedesca, entrambi in cerca di quella pace interiore che li elude da sempre. Così come la memoria comincia ad eludere Carla, che ha 75 anni e un evento traumatico alle spalle del quale conserva solo un vago ricordo. Fra i tre c’è un legame che verrà a poco a poco allo scoperto: uniti dalla malattia e uniti dal peso di un passato impossibile da rimuovere.

 

È sempre difficile descrivere in un libro o mostrare in un film il tema della malattia mentale. Già il nome, “malattia mentale”, tende a trasmettere al lettore/spettatore immagini contraddittorie, imprecise, molto spesso sbagliate.

La mente non si ammala, semmai trova un modo per difendersi, per chiudersi davanti alla sofferenza e al dolore provenienti dal mondo esterno. Dove finisce la letteratura medica – che distingue tra sfumature e tipologie di disturbi – inizia la dolorosa via crucis di chi vede, giorno dopo giorno, sfuggirsi dalle mani la vita che aveva costruito o sognato.

“La vacanza”, presentato nel 2019 nella sezione Panorama Italia di Alice nella città, che dal titolo potrebbe apparire un film leggero, d’evasione, spensierato è in realtà un racconto amaro, malinconico, di rinuncia alla vita da parte di due anime stanche di soffrire.

Valerio, trentenne proprietario di un bar, e Carla, ex magistrato in pensione, si incontrano casualmente su una spiaggia del Cilento e instaurano una profonda amicizia. A unirli, nonostante le differenze di età e background, la malattia.

Enrico Iannaccone firma una sceneggiatura inaspettatamente dura, cruda quanto credibile e incisiva per il panorama italiano, raccontando la consapevole rassegnazione dei due protagonisti davanti al destino. Lui è preda di continui sbalzi d’umore e dipendente da droghe e alcool; lei si sente un peso per la famiglia.

Antonio Folletto e Catherine Spaak formano una convincente e inedita coppia artistica, dimostrando grande alchimia umana oltre che professionale sulla scena, e dando così credibilità e spessore ai rispettivi personaggi.

“La vacanza”, col suo finale cinico, spiazzante e tragico, chiude il cerchio in maniera coerente con quella che era l’idea di partenza, e offre all’angustiato spettatore una sorta di consolazione, per quanto magra.

 

Il biglietto da acquistare per “La vacanza” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre. 

 

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