Un film di Armando Iannucci. Con Dev Patel, Tilda Swinton, Gwendoline Christie, Hugh Laurie, Ben Whishaw, Aneurin Barnard, Daisy May Cooper, Aneurin Barnard, Peter Capaldi, Rosalind Eleazar. Biopic, 120′. Gran Bretagna, USA 2019

Adattamento di uno dei romanzi più amati di Charles Dickens. Nell’Inghilterra vittoriana, seguiamo David Copperfield dall’infanzia alla maturità, tra risvolti di fortuna, ascesa sociale, cris. Intorno a David, il peggio e il meglio dell’umanità del periodo…

 

Al London Film Festival vanno molto fieri delle pellicole uniche e originali che formano il programma, quasi una rarità nel panorama cinematografico contemporaneo, dove abbondano i remake, i reboot e in generale i rifacimenti.

Alla luce di questo, con la collega e compagna di avventura qui a Londra Federica Gamberini, ci siamo chieste se fosse stata una scelta saggia quella di aprire la kermesse con “La vita straordinaria di David Copperfield” di Armando Iannucci, data la quantità di pellicole e serie già prodotte a partire dal romanzo di Charles Dickens. Ebbene, la risposta è sì.

Per quanto riproponga una storia nota ai più, infatti, il film di Iannucci offre sulla vicenda una prospettiva particolare, puntando decisamente sul lato comico – a tratti caricaturale – della vicenda e dei personaggi. La tragedia c’è, tra le righe, ma non è su quello che si sofferma di primo impatto l’occhio del pubblico.

Bella la messa in scena e azzeccata la fotografia. La scelta di inserire la storia di David in una cornice teatrale, come si trattasse di un’opera nell’opera, ricorda in parte quanto già visto nel 2012 in “Anna Karenina” di Joe Wright. Se lì però le ambientazioni, quasi tutte interne, trasmettevano quasi un senso di claustrofobia e di soffocamento, qui si respira a pieni polmoni. Il fumo delle strade di Londra e delle fabbriche, certo, ma soprattutto l’aria dell’Inghilterra rurale.

Il film è fresco, moderno, e a mio avviso riesce a cogliere a pieno il carattere tragicomico delle opere di Dickens. Si ride molto, seguendo le avventure di David e il suo entrate in contatto con i diversi comprimari della storia, ma nel frattempo si riflette anche su alcune delle tematiche più care all’autore inglese: la mancanza di tutela per i bambini, le condizioni inumane di lavoro in fabbrica, la disuguaglianza sociale.

Al di là delle scelte tecniche, a colpire sono gli attori e le loro performance, veramente eccezionali. Già in passato Dev Patel ha dato prova della sua grande capacità di emozionare, questa volta delizia con una bella verve comica, una straordinaria mimica facciale e fisicità.

Accanto a lui, un cast talentuosissimo, tutto degno di menzione. Tilda Swinton è perfetta nel ruolo di Betsey Trotwood, l’eccentrica zia del protagonista; Hugh Laurie in quello di Mr Dick. E poi ci sono Peter Capaldi e Ben Whishaw: il primo un Mr Micawber sempre sorridente e positivo, nonostante le avverse fortune e la famiglia, in costante aumento, al seguito; il secondo un Uriah Heep malvagio e inquietante. Impossibile non citare anche Gwendoline Christie, imponente nella parte iniziale, Daisy May Cooper, sempre esilarante quando chiamata in causa, e Morfydd Clark, che regala alcuni dei momenti più divertenti con la sua Dora.

Sono curiosa adesso di vedere come verrà reso lo humor inglese nella versione italiana, perché in questo film le parole, i dialoghi, gli scambi di battute tra i personaggi hanno un’importanza primaria. È difficile spiegare certe sottigliezze del linguaggio a un non inglese… speriamo bene per il doppiaggio.

Quel che è certo è che dopo aver visto “La vita straordinaria di David Copperfield”, un film divertente ma impegnato, vivace e traboccante di energia e colore, difficilmente potrete avvicinarvi a Dickens e al suo romanzo con gli stessi occhi. O immaginare i personaggi con volti diversi da quelli degli attori che li hanno interpretati stavolta.

 

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