Le 5 leggende metropolitane sul Natale più famose di sempre

Dagli effetti letali della Stella di Natale al fatto di cronaca che ha dato il là al mito del camino

 

di Francesca Bottarelli

 

Volenti o nolenti, siamo ormai immersi nel clima natalizio. Insieme alle canzoni a tema, ai regali da acquistare, alla prospettiva di grandi abbuffate in famiglia, ogni anno ritornano in auge anche le leggende metropolitane, tramandate di generazione in generazione, oppure nate d’improvviso, nessuno sa bene come.

Qual è il vostro atteggiamento di fronte a queste narrazioni? Vi ritenete immuni, oppure ne siete affascinati? Certo la tentazione di dire: “A me non fanno nessun effetto, io non ci credo” è forte, ma visto il periodo dell’anno un po’ magico dare spazio alla fantasia e lasciarsi trasportare ci sta.

Per prepararci alle festa, abbiamo pensato di proporvi le 5 storie a tema natalizio più famose, con cui intrattenere i vostri ospiti durante le vacanze oppure da raccontare ai bambini, aspettando di aprire i regali.

 

1. UNA STELLA… CON EFFETTI COLLATERALI

In questo periodo può capitare di ricevere in dono una stella di Natale, simbolo per eccellenza della festa, per il colore evocativo e per la simbologia intrinseca. Vista la diffusione della pianta è nata la diceria che ingerire le foglie o i fiori possa essere velenoso. Tranquilli, non è vero. Come riportato da WebMd, la stella di Natale non è letale né per gli animali né per gli essere umani. L’assunzione di una quantità massiccia può provocare però vomito, diarrea e sintomi anche più gravi che necessitano di cure mediche. Com’è nata questa leggenda metropolitana? Nel 1919 un bambino di due anni morì ed erroneamente la causa del decesso fu attribuita all’aver ingerito proprio una foglia della stella di Natale.

 

2. UN ERRORE FORTUNATO

Un’altra leggenda metropolitana molto diffusa riguarda il viaggio di Babbo Natale e il Norad (North American Aerospace Defence Command), grazie al quale si può tracciare la rotta di Santa Claus intorno al mondo. Sembra incredibile, ma tutto è iniziato per via di un numero di telefono sbagliato pubblicato sul giornale: anziché all’abitazione di Babbo Natale, il numero rimandava a una linea top secret del governo. Era il 1955, un giornale di annunci per un grande magazzino in Colorado decise di diffondere il numero di telefono di Babbo Natale, così che i bambini potessero parlargli. A causa di un errore di battitura, però, il numero rimandava alla linea segreta del colonnello Harry Shoup presso il Comando di Difesa Aerea continentale (CONAD), l’organizzazione che più tardi divenne il NORAD. Come ha dichiarato nel 2014 la figlia di Shoup, Terri Van Keuren, quel numero lo conoscevano soltanto un generale del Pentagono e il padre, quindi fu una grande sorpresa quando, rispondendo al telefono, Shoup sentì un bambino all’altro capo chiedere: “Parla Babbo Natale?”. A seguito di questo equivoco, nel 1958 il NORAD creò un numero apposito, così che nel periodo natalizio chiunque potesse davvero chiamare Babbo Natale.

3. LUCI COLORATE, SÌ, MA QUANTO CI COSTANO?

Lo spreco non piace a nessuno, nemmeno sotto Natale. C’è però chi crede, erroneamente, che tenere accese le luci in giardino o sui balconi di casa a lungo possa portare la compagnia elettrica ad addebitare un extra in bolletta. Questa falsa credenza è stata diffusa tra il 2003 e il 2004 da alcune stazioni radiofoniche americane, ma in realtà nessuna compagnia applica un costo aggiuntivo. Assicuratevi solo di non danneggiare l’ambiente sprecando inutilmente energia e, soprattutto, siate certi che i vostri vicini condividano la stessa felicità per le pompose illuminazioni.

 

4. CARO BABBO NATALE… MEGLIO PASSARE DALLA PORTA!

L’arrivo di Babbo Natale è atteso con gioia, soprattutto da chi possiede un camino, perché la leggenda narra che il barbuto nonnetto entri nelle case per portare i regali proprio usando questa via preferenziale. Conoscete la macabra storia, di fantasia, che ha dato vita alla leggenda? Una famiglia non poteva celebrare insieme il Natale, perché il padre doveva recarsi fuori città per un viaggio d’affari. In realtà il viaggio in questione era un modo per nascondere il piano dell’uomo, che voleva vestirsi da Babbo Natale, scendere dal camino la notte del 24 e fare una sorpresa a moglie e figli. Un modo divertente ma letale per festeggiare: durante la discesa giù per il camino, infatti, il padre rimase incastrato e morì asfissiato.

 

5. UN ARMISTIZIO NATALIZIO

Chiudiamo con il quinto mito, forse il meno conosciuto. Si racconta che nel 1914, durante la Prima guerra mondiale, i soldati francesi, inglesi e tedeschi sospesero i combattimenti per un giorno per scambiarsi doni, cantarono e giocarono insieme. I comandanti fecero di tutto per opporsi e ordinarono di riprendere le ostilità il primo giorno dell’anno nuovo, ma quello del 1914 passò alla storia come “il Natale della tregua”. Nonostante i buoni sentimenti che la storia ci ispira, sotto le feste più che mai, non ci sono riscontri storici che questi eventi siano accaduti davvero.

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