Trento Film Festival: le mostre della kermesse dedicata alla montagna

Quattro focus sul Giappone, Paese ospite, e le sue tradizioni. La grande guerra sul fronte italoaustriaco

Non solo cinema, alla 66° edizione del Trento Film Festival, che si concluderà il 6 maggio. Tra gli eventi collaterali da non perdere, ci sono sicuramente le mostre.

Quattro sono dedicate al Giappone, Paese d’ospite, e ne esplorano la cultura, la storia, le ferite mai del tutto rimarginate come le testate nucleari sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. Spazio al ricordo della Grande Guerra vissuta sul fronte italo austriaco, alla generazione ’68, alle imprese sportive di Bruno Detassis.

 

BRUNO DETASSIS – UNA MOSTRA LIBERA IN MONTAGNA

La mostra presenta la figura umana e le grandi imprese sportive di Bruno Detassis una delle figure più conosciute e carismatiche dell’alpinismo italiano. Sono esposte in mostra 40 fotografie di Detassis e delle montagne da lui scalate, opera di Adriano Dalpe. Una serie di pannelli didattici racconta e approfondisce la lunga vita dell’alpinista trentino. In mostra anche molti oggetti a lui appartenuti e un video proiettato nello Spazio Alpino della Casa – SAT. L’esposizione è la mostra ufficiale del Trento Film Festival.

 

CENT’ANNI DOPO. RICORDI DI GUERRA, SGUARDI DI PACE

Quattro fotografi, un videomaker: cinque sguardi, cinque visioni che ripercorrono i luoghi teatro della prima guerra Mondiale, un territorio che si distende dal Passo del Tonale sino alla Marmolada per 500 chilometri, il confine conteso tra esercito italiano e austro-ungarico. Un progetto fotografico a più mani che ha visto i cinque autori impegnati per mesi in esplorazioni delle montagne e delle valli del Trentino, alla ricerca di quei segni più o meno tangibili che rendono onore al sacrificio di chi ha combattuto per la libertà e la Patria. Un omaggio al valore della Pace.

 

GENERAZIONE ’68

La mostra racconta il 1968 tra immaginario culturale e una nuova idea di università. L’intento è creare un gioco continuo di rimandi tra la dimensione locale e il contesto nazionale e internazionale, tra il movimento studentesco e i riferimenti culturali della generazione del ’68, ancorando così l’esperienza trentina al suo decennio di appartenenza. Trovano spazio in mostra la musica, testimonianze, gli scatti fotografici cittadini, i simboli di un’epoca.

 

GIAPPONE RURALE: NATURA E TRADIZIONE IN 15 SCATTI

All’occhio abituato ai grattacieli di Tokyo e ai megaschermi dell’incrocio di Shibuya, questa collezione di scatti regala una nuova prospettiva sul Giappone rurale e montano. Tradizione e natura sono, da sempre, elementi fondamentali nella cultura del Sol Levante; la natura e le realtà rurali giapponesi ci appaiono qui come fuori dal tempo, estranee alla corsa della tecnologia e del progresso. Questi paesaggi ammiccano alla dimensione spirituale ed al divino, con scorci che sanno infondere un senso di magia, incanto e meraviglia nel visitatore, invitandolo ad addentrarsi nel loro fascino esotico, ma anche a ripensare il mondo che li circonda in una nuova prospettiva.

 

HIROSHIMA E DOPO: DAL PRIMO ESEMPIO DI GUERRA NUCLEARE AGLI ARSENALI ATTUALI

Il 6 agosto 1945 cambia la storia del mondo, con la distruzione di Hiroshima. Quasi centomila persone, quasi tutte civili, sono uccise in un istante. C’è un nuovo modo di morire: per le radiazioni atomiche. In pochi anni si sviluppa una sfrenata corsa agli armamenti e gli arsenali nucleari mondiali crescono fino a 70.000 bombe. Esplosioni nucleari vengono effettuate in aria, sulla terra e nell’oceano, per verificare le potenzialità e modalità operative dei nuovi ordigni. La più potente di queste bombe è 3.000 volte più distruttiva di quella di Hiroshima. Le diplomazie, le organizzazioni pacifiste, i cittadini cercano di porre un limite alla folle corsa e riescono a ridurre gli arsenali mondiali odierni a “solo” circa 15.000 testate. Alcune nazioni decidono di rinunciare alle loro bombe atomiche. Si diffondono le zone denuclearizzate. Ma gli stati più potenti non vogliono privarsi del nuovo strumento di guerra. Ecco allora che la società civile si impegna e nel 2017 viene approvato alle Nazioni Unite il trattato che proibisce tutte le bombe nucleari.

 

L’ULTIMO ANNO 1917-1918

Una grande mostra dedicata alla Grande Guerra sul fronte italo austriaco nel suo momento più critico e decisivo. Le ultime fasi del conflitto viste dai suoi protagonisti: soldati e civili. Da una parte il visitatore diventa “testimone” delle battaglie affrontate dagli uomini in divisa sull’Isonzo, del crollo di Caporetto e del mutarsi della prospettiva di guerra italiana, da offensiva a difensiva. Dall’altra, può osservare i diversi modi in cui la guerra tratta e trasforma i civili: profughi, operai militarizzati, vittime, soggetti e oggetti di propaganda e politica autoritaria. Lungo 300 metri della Galleria nera installazioni, scenografie, approfondimenti, filmati e documentari originali dell’epoca ripercorrono l’ultimo anno del primo conflitto mondiale.

 

MUKASHI MUKASHI: C’ERA UNA VOLTA IN GIAPPONE

Frutto di un proficuo dialogo tra Italia e Giappone, la mostra racconta il Paese del Sol Levante attraverso l’illustrazione. Le più belle fiabe tradizionali nell’albo Mukashi, mukashi, C’era una volta in Giappone, il memory Yōkai, mostri e spiriti giapponesi, per giocare con le figure dell’immaginario popolare, la poesia haiku di Bashō e Issa per percepire l’armonia dell’universo e penetrarne i più grandi segreti e un’antologia di illustratori giapponesi. Il libro illustrato come occasione per tutti di sfogliare bellezza!