Libri e fiori d’arancio: il matrimonio secondo i romanzi

Il matrimonio è la causa prima del divorzio.
–Groucho Marx

Il matrimonio è una figata. Sesso senza limiti. Risate. Ah, già, e compagnia assicurata. — Bret Easton Ellis

 

Voi come la vedete? Siete scettici nei confronti di questa pietra miliare della tradizione e professate l’amore libero da catene religiose/istituzionali, oppure vedete il bello che si nasconde in un’unione per la vita, in una comunione che supera l’avanzare dell’età e le sventure?

Nell’appuntamento di questa settimana con “Passione libri”, la rubrica dedicata ai consigli di letture a tema, abbiamo deciso di parlare proprio di matrimonio. O meglio, di come il matrimonio – e la vita di coppia – viene declinata dagli scrittori. C’è chi lo psicanalizza e chi ci costruisce su una trama tutta da ridere. C’è chi racconta un’unione riuscita e chi invece mette in scena una vera e propria guerra tra le parti. Buon viaggio in compagnia delle nostre proposte e… non dimenticate il riso!

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La trama del matrimonio, I love shopping in bianco, Revolutionary road

La trama del matrimonio, Jeffrey Eugenides | Einaudi | Madeleine Hanna era l’unica laureanda a non aver capito. Siamo all’inizio degli anni Ottanta, e mentre tutti gli altri attorno a lei leggono Roland Barthes e studiano lo strutturalismo, Madeleine rimane felicemente attaccata a Jane Austen, George Eliot e Henry James. Un po’ troppo elegante per i gusti dei suoi amici bohémien, Madeleine è la studentessa perfetta e avvenente la cui vita amorosa non è mai stata all’altezza delle proprie aspettative. Ma ora, all’ultimo anno di università, si è iscritta al corso di semiotica: visto che tutti ne parlano, sedotti e affascinati, vuole almeno capire di cosa si tratta. Non sa che da quel momento, indipendentemente dallo studio, per lei vita e letteratura non saranno più le stesse. Tutto cambia quando decide di cedere al fascino di Léonard Bankhead, un giovane dallo strano carisma che soffre di profonde crisi depressive, fino a convincersi di esserne davvero innamorata. Ma siccome la vita spesso sembra giocare con quei romanzi che Madeleine ha tanto amato, ricompare anche all’improvviso Mitchell Grammaticus, un vecchio amico che ha preferito dedicarsi allo studio delle religioni, ossessionato dall’idea che Madeleine è la donna della sua vita. Nel corso di un anno, da quando si laureano e muovono i primi passi nel mondo, si vedranno costretti a rimettere in discussione tutto quello che hanno imparato…
L’amore sbocciato tra le aule universitarie alla prova del mondo. L’amore immaginato, quello vero, quello sognato. 

I love shopping in bianco, Sophie Kinsella | Mondadori | Per Becky Bloomwood le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto: dopo varie peripezie economico-sentimentali ha trovato il lavoro dei suoi sogni, la personal shopper, e vive felice e spensierata in un favoloso appartamento a Manhattan con il fidanzato Luke che le ha anche chiesto di sposarla. Ma con il matrimonio la vita prende di colpo una piega inaspettata. La mamma di Becky vuole a tutti i costi che lei si sposi nel giardino della loro casa, alla periferia di Londra, circondata dall’affetto della sua famiglia e dei vecchi amici; mentre la terribile madre di Luke ha in mente ben altri piani nella sfavillante New York.
Un matrimonio – o meglio, un’organizzazione di matrimonio – tutta da ridere. Gestire invitati, preparativi, parenti non è semplice… pensate di moltiplicare tutto per due e otterrete il mix perfetto.

Revolutionary Road, Richard Yates | Minimum FaxÈ il 1955; i Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York, che coltiva il proprio anticonformismo con velleità ingenua, quasi ignara della sua stessa ipocrisia: la loro esistenza scorre fra il treno dei pendolari, le cenette alcoliche con i vicini, le recite della filodrammatica locale, ma Frank e April si sentono destinati a una vita creativa e di successo, possibilmente in Europa. Nella storia della giovane famiglia in apparenza felice la tensione è nascosta ma crescente, il lieto fine impossibile, e l’inevitabile esplosione arriva con una potenza da dramma shakespeariano.
Felicità, sogni di gloria, impossibilità di convivere con il naufragio delle aspettative… 

Patorale americana, La principessa sposa, Libertà

Pastorale americana, Philip Roth | Einaudi | Seymour Levov è alto, biondo, atletico: al liceo lo chiamano «lo Svedese». Ebreo benestante e integrato, ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e di gioie familiari. Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam, esplose negli Stati Uniti, non coinvolgono anche lui, e nel modo piú devastante: attraverso l’adorata figlia Merry, decisa a «portare la guerra in casa». Letteralmente. Ma Pastorale americana non si esaurisce nell’allegoria politica; è un libro sulla vecchiaia, sulla memoria, sull’intollerabilità di certi ricordi. Lo scrittore Nathan Zuckerman, fin dall’adolescenza affascinato dalla vincente solarità dello Svedese, sente la necessità di narrarne la caduta. E ciò che racconta è il rovesciamento della pastorale americana: un grottesco Giudizio Universale in cui i Levov, e i lettori, assistono al crollo dell’utopia dei giusti, al trionfo della rabbia cieca e innata dell’America.
Il matrimonio perfetto, la famiglia perfetta. Dietro questa facciata la verità. 

La principessa sposa, William Goldman | Marcos y marcos | Un celebre sceneggiatore è disperatamente a caccia di una copia del romanzo chiave della propria infanzia. Quel romanzo gli aveva spalancato orizzonti impensati, rivelato uno strumento strepitoso: la lettura. Darebbe un occhio pur di trovarlo, vorrebbe regalarlo al figlio viziato e annoiato, sperando che il prodigio si ripeta. Quando ne agguanta una copia, si rende conto che molti capitoli noiosi erano stati tagliati dalla sapiente lettura ad alta voce del padre. Decide di riscriverlo. Togliere lungaggini e divagazioni. Rendere scintillante la “parte buona”. La magia si realizza. Il risultato è straordinario. Si parte da una cotta clamorosa, un amore eterno tra un garzone di stalla e la sua splendida padrona, che sembra naufragare a causa di una disgrazia marittima. C’è poi il di lei fidanzamento con un principe freddo e calcolatore. Poi c’è un rapimento, un lungo inseguimento, molte sfide: il ritmo cresce, l’atmosfera si arroventa. Il trucco della riscrittura arricchito da brillanti “fuori campo” dell’autore – l’incanto di personaggi teneri o diabolici, i dialoghi perfetti, fanno crescere il romanzo a livelli stellari. Disfide, cimenti, odio e veleni, certo. Ma anche vera passione, musica, nostalgia.
Quando l’amore è una fiaba e il matrimonio con la principessa rappresenta il lieto fine per eccellenza. Ma prima ci sono molti ostacoli da superare, nemici da sconfiggere, perfidi principi da battere. Tutto nella norma.

Libertà, Jonathan Franzen | EinaudiSiamo negli anni Duemila, quelli della presidenza Bush e dell’operazione Enduring Freedom, anni in cui negli Stati Uniti (e non solo…) la libertà è stata come non mai il campo di battaglia e la posta in gioco di uno scontro il cui fronte attraversa tanto il dibattito pubblico quanto le vite delle famiglie. Che si combattano guerre imperiali o guerre domestiche, in gioco c’è sempre la libertà e il senso da dare a questa parola. Jonathan Franzen torna con un romanzo spietato e divertente, un vasto affresco storico capace di un’umanissima, malinconica attenzione per il dettaglio: una riflessione sulla libertà e sulle cose cui siamo disposti a rinunciare per essa, sull’ambiguità di un diritto che a volte si fonda sulla sopraffazione dell’altro, sulle catene che ci imprigionano e su quelle che in realtà ci rendono più liberi. Ma questo è anche un romanzo sul matrimonio, su ciò che ci lega a un’altra persona, e sulla politica, che è ciò che ci lega a tutti gli uomini. Sul desiderio e il risentimento, sull’invidia che fonda le amicizie, sul conformismo della società di massa e sulle aspettative deluse: tutte cose che, a ben vedere, sono modi diversi di pensare la libertà.
L’altra faccia dell’America e della vita familiare perfetta. 

vorrei che fosse amore, Orgoglio e pregiudizio, L'amore bugiardo

Vorrei che fosse amore, Julie Buxbaum | Piemme | Sulla carta, la vita di Emily Haxby è perfetta. A soli ventinove anni è un avvocato di successo in uno dei più grossi studi legali di New York, vive in un loft nel Village e ha un fidanzato stupendo, Andrew. E dire che, due anni prima, quando aveva acconsentito ad andare a un temibilissimo appuntamento al buio organizzato da amici, Emily non aveva alcun desiderio di innamorarsi. I flirt non le erano mai mancati e fino a quel momento si era convinta di poter bastare a se stessa; fino a quel momento, perché dopo aver conosciuto quel ragazzo simpatico e brillante, bello ma non in modo terrorizzante, le sue prospettive erano decisamente cambiate. Quando però, dopo mesi di puro amore, sesso e complicità, Andrew è sul punto di farle la fatidica domanda, l’incanto si spezza. Emily non si sente pronta e si convince che quel passo equivalga a dire addio alla felicità. Perché niente dura in eterno, neppure i legami più forti: una dura verità che ha imparato a proprie spese da giovanissima, alla morte della madre. Così, in preda all’ansia, in una giornata di pioggia Emily pone fine alla storia più importante della sua vita.

Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen | Mondadori | Le cinque figlie dell’indimenticabile Mrs Bennet, tutte in cerca di un’adeguata sistemazione matrimoniale, offrono l’occasione per tracciare un quadro frizzante e profondo della vita nella campagna inglese di fine Settecento. I destini di Elizabeth, Jane, Mr Bingley e dell’ombroso Mr Darcy intrecciano un balletto irresistibile, una danza psicologica che getta luce sulla multiforme imprendibilità dell’animo umano, specie quando si trova alle prese con l’amore o qualcosa che all’amore somiglia.
Possiamo parlare di matrimonio senza citare almeno un romanzo dell’autrice inglese che ha costruito intorno a questo tema alcuni dei romanzi più riusciti e amati di tutti i tempi? “È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie”, l’incipit del libro recita così. Penso non ci sia bisogno di dire molto altro.

L’amore bugiardo, Gillian Flynn | Rizzoli | Amy e Nick si incontrano a una festa in una gelida sera di gennaio. Uno scambio di sguardi ed è subito amore. Lui la conquista con il sorriso sornione, l’accento ondulato del Missouri, il fisico statuario. Lei è la ragazza perfetta, bella, spigliata, battuta pronta, il tipo che non si preoccupa se bevi una birra di troppo con gli amici. Sono felici, innamorati, pieni di futuro. Qualche anno dopo però tutto è cambiato. Da Brooklyn a North Carthage, Missouri. Da giovani professionisti in carriera a coppia alla deriva. Amy e Nick hanno perso il lavoro e sono stati costretti a reinventarsi: lui proprietario del bar di quartiere accanto alla sorella Margo, lei casalinga in una città di provincia anonima e sperduta. Fino a che, la mattina del loro quinto anniversario, Amy scompare. È in quel momento, con le tracce di sangue e i segni di colluttazione a sfregiare la simmetria del salotto, che la vera storia del matrimonio di Amy e Nick ha inizio. Che fine ha fatto Amy? Quale segreto nasconde il diario che teneva con tanta cura? Chi è davvero Nick Dunne? Un marito devoto schiacciato dall’angoscia, o un cinico mentitore e violento, forse addirittura un assassino? Raccontato dalle voci alternate di Nick e Amy, “L’amore bugiardo” è una incursione nel lato oscuro del matrimonio. Un thriller costruito su una serie di rovesciamenti e colpi di scena che costringerà il lettore a chiedersi se davvero sia possibile conoscere la persona che gli dorme accanto.
Il matrimonio è l’unica guerra in cui dormi con nemico. Mai come in questo caso troviamo la citazione appropriata.


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