Libri e natura: i 9 alberi letterari più amati di sempre

Pini, platani, abeti. E ancora, faggi, ciliegi, mandorli. In una parola, alberi.

Nella vita reale da queste piante si ricava la cellulosa per fabbricare la carta, il legno per costruire mobili, staccionate e case; ci si può sedere a riposare o leggere all’ombra della loro chioma, e producono frutta per le nostre tavole per non parlare della funzione di “polmone verde” che svolgono per l’uomo.

Nelle opere di fantasia, invece, gli alberi hanno moltissimi altri utilizzi, e moltissime altre declinazioni.

Dai nodosi Ent della Terra di Mezzo immaginata di Tolkien al Platano Picchiatore che fa bella mostra di sé nel parco della Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, abbiamo passato in rassegna, riprendendo un pezzo dell’Huffington Post, i 9 alberi più famosi dei libri.

Nonna Sallice, Pocahontas

1. L’ALBERO

Forse l’albero più famoso di tutta la letteratura per l’infanzia. La pianta immaginata da Shel Silverstein ama (anche se alla fine si tratterà di un sentimento auto-distruttivo) prendersi cura del suo piccolo amico umano, Boy. Da piccolo, tutto quello che lui vuole è giocare con l’albero, scalare il suo tronco e dondolarsi tra i rami. Ma mano a mano che Boy cresce lo fanno anche i suoi desideri, e le sue richieste richiedono all’albero sempre maggiori sacrifici. Boy prende le mele per ricavarne denaro, i rami per costruire una casa, il tronco per fare una barca. Il finale del libro è estremamente triste – ma come negli altri lavori di Silverstein si tratta di un sentimento istruttivo.

2. SIDDHARTA 

Nel suo libro sulla vita di Siddhartha Gautama (aka Buddha), lo scrittore Hermann Hesse torna al momento in cui, nel 500 a.C. circa, Siddharta meditò per 49 giorni e giunse poi all’illuminazione sotto un fico delle pagode, a Bodh Gaya in India. “C’era un albero lungo la sponda del fiume – scrive Hesse – Siddhartha vi si appoggiò. Guardò in basso e fu completamente riempito dal desiderio di lasciarsi andare e venir sommerso dall’acqua”.

3. HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI

Difficile stabilire se il Platano Picchiatore – l’animato, letale e qualche volta estremamente suscettibile albero che si trova nel parco della Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts – sia un amico o un nemico. La prima volta, la pianta compare in Harry Potter e la Camera dei segreti, quando Ron ed Harry (sulla macchina volante del signor Weasley) vanno molto vicini a essere fatti a pezzi; più avanti nel corso del libro, il Platano distrugge anche il manico di scopa di Harry. Ma nel Prigioniero di Azkaban, scopriamo anche che sotto l’albero è nascosto l’ingresso di un passaggio segreto che i Malandrini usavano durante gli anni di scuola.

4. IL BUIO OLTRE LA SIEPE 

Nel classico scritto da Harper Lee, la quercia fuori dalla casa di Boo Radley è simbolo di amicizia, e di come la gentilezza possa fiorire nonostante le circostanze avverse. Boo, solitario e perseguitato dai pettegolezzi, inizia a lasciare dei piccoli doni nel tronco dell’albero per Scout Finch e per il fratello Jem – un gesto che parla della generosità di Boo e della sua solitudine. Ma più avanti nel corso della storia, quando il fratello di Boo riempie il nodo dell’albero di cemento, la quercia passa a simboleggiare altro: intolleranza, grettezza e paura del diverso.

Albero della conoscenza, Giardino dell'Eden, Cattedrale di Orvieto.
Albero della conoscenza, Giardino dell’Eden, Cattedrale di Orvieto.

5. LA BIBBIA

Una rassegna dei riferimenti letterari agli alberi non potrebbe mai dirsi completa senza parlare dei rami e del tronco che hanno dato il là a tutto – quelli dell’Albero della conoscenza nel Giardino dell’Eden. A essere sinceri, è il serpente che si muove tra i rami a incoraggiare Eva a cogliere la mela proibita (gesto che porta alla cacciata del primo uomo e della prima donna dal Paradiso terrestre). Ma ciò nonostante l’albero occupa una posizione cruciale nella storia del genere umano – ed è diventato per questo simbolo dell’arroganza e della cupidigia umane.

6. UN ALBERO CRESCE A BROOKLYN 

Nel libro di Betty Smith, che ruota intorno a una povera famiglia multietnica che vive in un caseggiato di Williamsburg, Brooklyn, all’inizio del XX secolo, l’Albero del Paradiso (Ailanthus altissima) spunta nel cortile. La determinazione e la resistenza della pianta ai tentativi di sradicarla sono un contraltare simbolico agli sforzi della protagonista, Francie Nolan, di superare le limitazioni familiari.

7. THE ANCIENT ONE

Il romanzo fantasy di T. A. Barron parla di una giovane di fede ambientalista, Kate Gordon, che cerca di salvare una vetusta foresta di sequoie da un gruppo di boscaioli opportunisti. Durante la sua impresa, Kate viene misteriosamente catapultata 500 anni indietro nel tempo, e qui si impegnerà in una nuova lotta nella stessa area del presente. The Ancient One esemplifica il modo in cui Barron riesca a unire nelle sue storie preoccupazioni ambientaliste e fantasy.

8. IL SIGNORE DEGLI ANELLI 

J. R. R. Tolkien può aver ispirato la disneyana Nonna Salice del cartone Pocahontas? Non sembra improbabile, visto il ruolo di tutto rispetto che gli Ent, alberi che si muovono e parlano, ricoprono nei libri della trilogia Il Signore degli anelli. Il loro ruolo è quello di guardiani della foresta e sono capeggiati da Barbalbero, che afferma di essere la creatura più antica e longeva della Terra di Mezzo.

9. IL PICCOLO PRINCIPE 

Anche se fino ad ora abbiamo presentato molti esempi di questa categoria, non tutti gli alberi della letteratura sono benevoli e utili. Il baobab descritto nel romanzo di Antoine de Saint-Exupéry è spaventoso e terribile come qualsiasi altro “cattivo ragazzo”. Come racconta il Piccolo Principe al narratore, il baobab infesta la superficie dell’asteroide da cui proviene il protagonista, rappresentando un pericolo costante per le rose che lui tanto ama. Secondo le interpretazioni critiche del romanzo, questa pianta simboleggia in nazismo.


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