“Lobo e Cão”: Ana alla scoperta di sé in una piccola comunità isolana

L'opera prima di Cláudia Varejão è rivoluzionaria nello script, meno nella messa in scena

Un film di Cláudia Varejão. Con Ana Cabral, Ruben Pimenta, Cristiana Branquinho, Marlene Cordeiro.
Titolo internazionale: Wolf and dog. Drammatico, 110′. Portogallo 2022

Ana è nata in un’isola, seconda di tre fratelli che vivono con la madre e la nonna. Crescendo, Ana si rende conto che alle donne vengono affidati compiti diversi da quelli degli uomini, mentre Luis, l’amico che Ana ammira di più, se ne infischia e veste indifferentemente abiti femminili e maschili. Un giorno arriva dal Canada Chloé, un’amica che porta con sé una ventata di novità e l’entusiasmo della gioventù. Con lei Ana scoprirà cose che la porteranno verso nuovi orizzonti.

 

Tradizione contro modernità. Esperienza contro ingenuità. Maturità contro gioventù. Potremmo andare avanti all’infinto elencando le contrapposizioni che caratterizzano i rapporti umani e l’attuale società in generale.

Il terzo millennio sarebbe dovuto essere quello delle scoperte e dell’innovazione, del “progresso”, e invece ci troviamo ancora, paradossalmente, dentro un mondo che guarda indietro piuttosto che avanti.

Lo scontro generazionale e di idee trova una piena quanto convincente rappresentazione nella piccola comunità “confinata” sull’isola di São Miguel, nelle Azzorre portoghesi, comunità raffigurata in “Lobo e Cão” (Wolf and Dog) dell’esordiente Cláudia Varejão, vincitore del GdA Director’s Award 2022.

Il film racconta da un lato il percorso compiuto dalla giovane Ana per raggiungere una significativa emancipazione dalla propria famiglia e comunità e una maggiore consapevolezza di sé, dall’altro un mondo sospeso nel tempo, dove vigono ancora regole e convenzioni obsolete.

Ana (interpretata da un’ottima Ana Cabral) è la classica brava ragazza: studentessa e figlia modello, lavoratrice part-time, attenta a conformarsi alle regole della comunità. Il suo migliore amico Luís, invece, ama indossare abiti da donna e da uomo. E Ana lo ammira per il suo spirito libero.

L’arrivo dal Canada di Cloé porta una ventata di gioventù e novità sull’isola. E così, con la sua amica, Ana si imbarca per oltrepassare l’orizzonte e scoprire quella linea che separa il “lupo” dal “cane” e che le potrebbe rivelare quale mare navigare.

“Lobo e Cão” presenta una sceneggiatura audace, liberatoria, provocatoria e allo stesso tempo critica, costruita sull’alternanza di due mondi destinati a scontrarsi (le parti che mostrano gli abitanti più anziani e tradizionalisti hanno uno stile asciutto, quasi documentaristico).

Nella messa in scena, però, molta di questa originalità di partenza si perde, e la visione diventa poco a poco lenta e faticosa. Se il desiderio di Ana di cambiare, di essere altro rispetto ai rigidi parametri della comunità si sente e quasi si tocca questo non basta a salvare il progetto da una dispersione artistica e strutturale.

“Lobo e Cão” è un film riuscito solo in parte, che quanto meno permetterà al pubblico italiano di scoprire Ana Cabral, una giovane attrice da seguire nel futuro, qui emblema perfetto della volontà e del desiderio di una generazione di rifiutare ruoli ed etichette.

 

Il biglietto da acquistare per “Lobo e Cão” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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