Lost in translation: L’anello dei Faitoren

Prende il via oggi una nuova rubrica, Lost in translation, dove parleremo di titoli, letteratura e naturalmente traduzione.

In ogni appuntamento protagonista sarà un libro – uscito di recente, classico, conosciuto, di nicchia – il cui titolo ha subito importanti modifiche tra l’edizione originale e quella italiana. Pezzi brevi e brillanti, dove discutere dell’arte della traduzione, ma anche delle tendenze della titolatura di ieri e di oggi – quali parole vengono usate di più, per attirare i lettori? – e ovviamente della storia della narrativa.

In ogni appuntamento un libro, un autore, un viaggio. 


Lost in translation

Titolo originale: The Thinking Woman’s Guide to Real Magic
Titolo italiano: L’anello dei Faitoren

Il libro di Emily Croy Barker è uscito negli Stati Uniti nel 2013; nel nostro paese, invece, è arrivato a inizio febbraio, edito da Giunti. Una storia scritta e pensata in modo originale. Si parte dal chick lit contemporaneo, con la protagonista Nora incastrata in una vita che fa acqua da tutte le parti, per passare poi – grazie a una misteriosa lapida – nel mondo della fiaba e del vero e proprio fantasy. Magia, avventura, amore e una morale che supera le differenze di mondo e di specie: non si deve mai fermarsi alle apparenze, perché dietro la superficie più brillante possono nascondersi i mostri.

Il titolo in lingua originale, “The Thinking Woman’s Guide to Real Magic“, riprende molti degli elementi centrali della storia. Prima di tutto si parla di una donna, e di una donna che pensa, di una donna tutt’altro che sprovveduta (ebbene sì, questo non è il classico fantasy adatto soltanto a un pubblico giovane, ma data la natura della protagonista, una dottoranda, non una ragazzina, anche le lettrici più mature potranno trovare spunti interessanti); poi di magia, ma non di semplice magia, della magia reale. In Italiano il titolo suonerebbe come: “La guida della donna brillante alla vera magia”.

Sul frontespizio dell’edizione nostrana si legge invece “L’anello dei Faitoren“. Si perde ogni riferimento alla protagonista e alla magia; l’attenzione viene concentrata su un elemento unico, un oggetto dagli straordinari poteri, molto importante per la storia.

I traduttori hanno asciugato un titolo lungo come quello inglese, scegliendone uno più iconico e per certi versi più chiaramente fantasy. Non casuale l’uso della parola “anello”, che per gli amanti del genere ha più di un precedente.

Il titolo originale è più criptico, nonostante sia più ricco di elementi. Quello italiano più esplicito.


 

Per oggi è tutto. Cosa ne pensate di questa prima coppia di titoli? La traduzione italiana rende giustizia all’originale e alla storia racchiusa dentro la copertina? Siamo curiosi di sapere come vi schiererete. 

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