“Mai dimenticare” di Michel Bussi: un giallo dove niente è come sembra

Nel nord della Francia i destini di tre ragazze si intrecciano con quello dell'atleta 30enne Jamal Salaoui

Il mio amore per lo scrittore francese Michel Bussi è cresciuto con il tempo, di pari passo con la lettura dei suoi romanzi. Confesso che il primo, “Ninfee nere“, molto apprezzato dalla critica e dal pubblico, non mi aveva fatto impazzire, mentre avevo trovato davvero magnifico il secondo, “Tempo assassino“.

Ed eccoci all’ultimo arrivato – mi manca ancora da leggere “Non lasciare la mia mano“, uscito questa estate; prima o dopo rimedierò -: Mai dimenticare, edito da E/O.

Devo confessare che verso questo libro ho nutrito sentimenti contrastanti. Da un lato l’ho trovato avvincente e a tratti inquietante – quando ho finito la lettura, in piena notte, mi è rimasta addosso quella sensazione di paura che solo i thriller ben scritti sono capaci di trasmettere -, dall’altro lo sviluppo della trama e alcuni passaggi in modo particolare mi hanno lasciato l’amaro in bocca, una sensazione di esagerato e poco credibile.

“Mai dimenticare” è in effetti un ottimo thriller, che si legge tutto d’un fiato e che fino all’ultimo non si lascia comprendere, non svela le sue carte. Quando si arriva all’ultima pagina si è sorpresi, amareggiati ma soprattutto appagati da un romanzo la cui trama non è scontata o prevedibile.

Questo almeno per quello che riguarda i due omicidi del passato, le storie risalenti al 2004 di Morgane Avril e Myrtille Camus, e la ricerca nel presente di Jamal Salaoui per scoprire come sono andate davvero le cose.

Se invece si passa ad analizzare il terzo caso, il suicidio – o presunto tale – di Magali Verron le cose cambiano. Non voglio fare spoiler, mi limiterò a dire che quando la trama si svela sembra davvero troppo, troppo irreale.

Ok il capro espiatorio, ok il desiderio di dare un nome e un volto al misterioso assassinio di una figlia, di una fidanzata, di un’amica, però per una storia ambientata nel mondo reale dovrebbero esserci dei limiti a quello che è possibile immaginare. Questa non ne ha. Scambi di persona, tribunali improvvisati, poliziotti conniventi, non manca davvero niente!

Sensazione che Bussi si sia fatto leggermente prendere la mano a parte, “Mai dimenticare” è un ottimo romanzo. Coinvolge, spinge a porsi mille domande, a far lavorare la mente a ogni passaggio, a mettersi in gioco come lettori – e come persone. Non male per un “semplice” giallo.

 

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Giornalista per passione e professione. Mamma e moglie giramondo. Senese doc, adesso vive a Londra, ma negli ultimi anni è passata per Torino, per la Bay area californiana, per Milano. Iscritta all'albo dei professionisti dal 1 aprile 2015, ama i libri, il cinema, l'arte e lo sport.

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