“Mes jours de gloire”: una commedia francese sul lato oscuro del successo

Vincent Lacoste è un ex attore depresso e confuso, nel film di Antoine de Bary presentato a Venezia

Un film di Antoine de Bary. Con Vincent Lacoste, Vincent Furic, Pierre Léon Luneau. Commedia, 98′. Francia 2019

Adrien è un moderno Peter Pan. Ormai trentenne, si comporta ancora come un ragazzino. Da piccolo ha conosciuto il successo come attore, ma ormai sono passati più di dieci anni, e oggi Adrien non ha né fama né soldi. Deve tornare a vivere con i genitori per ricominciare da capo. Sospeso tra la possibilità di una storia d’amore e quella di un ritorno come attore, che Adrien si immagina trionfale, il suo percorso sarà pieno di ostacoli.

 

Vincent Lacoste, che nel 2018 ha conquistato Venezia con la performance in “Quel giorno d’estate” (Amanda), interpreta in “Mes jours de gloire” di Antoine de Bary un giovane depresso, ex attore di successo, che sa cosa non vuole ma non cosa vuole. La sua esistenza confusa lo porta a vivere una serie di comiche – solo di facciata – situazioni.

La commedia è molto spiritosa, simpatica, pensata chiaramente per il grande pubblico. Non ha grandi pretese autoriali e affronta tematiche importanti in modo abbastanza superficiale.

Il personaggio di Adrien è ben definito, ammaliante, ma ha anche connotati variabili e questo sconcerta e confonde lo spettatore. La nebbia si dipana molto tardi – e insisto sulla locuzione temporale, perché il finale, per quanto potente, arriva quasi all’improvviso. Probabilmente il regista voleva sviluppare le premesse e collocare degli indizi dello svolgimento e della risoluzione in corso d’opera, ma la strategia funziona poco.

“Mes jours de gloire” alterna note dolci ad altre più comiche e leggere, e questo alla fine al pubblico piace. Alla fine ci si domanda però se questa commedia francese non avesse altre ambizioni, oltre al semplice intrattenimento.

 

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