“Michelangelo – Infinito”: tra realtà e finzione un film di arte e genio

La vita e le opere di Buonarroti rivivono nel film di Imbucci con Enrico Lo Verso e Ivano Marescotti

Un film di Emanuele Imbucci. Con Enrico Lo Verso, Ivano Marescotti. Docu-fiction. Italia 2018

Michelangelo Buonarroti, prossimo alla fine della propria vita, ne ripercorre le tappe, dall’infanzia ai primi capolavori, dalle rivalità con i grandi artisti del suo tempo ai rapporti conflittuali con le autorità politiche e religiose dell’epoca. A contestualizzare storicamente il suo racconto è Giorgio Vasari, autore di “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”, che narra di Michelangelo le imprese titaniche e le opere gigantesche, la volontà di separare la luce dalle tenebre e di rendere tridimensionale la pittura, la visionarietà architettonica e il gusto per il non finito.

 

Sesto titolo d’arte prodotto da Sky con Magnitudo Film, distribuito al cinema da Lucky Red come evento speciale per una settimana a settembre 2018 e adesso disponibile su Sky Arte, “Michelangelo – Infinito” di Emanuele Imbucci è un viaggio emotivo e visivo attraverso la vita e le opere del genio assoluto dell’arte Michelangelo Buonarroti.

A differenza dei suoi predecessori, il film compie un ulteriore passo avanti nel genere della docu-fiction artistica, mescolando documentario e finzione.

Nel suggestivo scenario delle cave di marmo di Carrara, come in una sorta di limbo rigoroso e squadrato, Michelangelo (Lo Verso) rievoca gli snodi principali della sua vita, abbandonandosi anche a riflessioni e dubbi. Giorgio Vasari (Marescotti), da un altro limbo, accompagna il pubblico con maggiore dolcezza a scoprire la biografia e le opere dell’artista.

Tra queste due sfere si inseriscono le musiche di Matteo Curallo, potenti e immersive tanto da scandire l’entrata in scena di ciascuna opera. Al centro della narrazione, infatti, c’è la vasta produzione scultorea, pittorica e architettonica di Michelangelo, a partire dalla “Testa di Fauno”, passando per “La Pietà”, ripresa oltre la teca di protezione che la contiene, e il “David”, protagonista di un vero “faccia a faccia” grazie all’ultra definizione del 4K HDR, fino ad arrivare all’immensità della Cappella Sistina.

Ed è su questo capolavoro che il film compie un’impresa senza precedenti: riuscire a ripercorrere l’evoluzione della decorazione pittorica dal 1508, anno in cui il giovane Michelangelo viene incaricato da Papa Giulio II di sostituire la preesistente decorazione a cielo notturno e stelle di Pier Matteo D’Amelia della Volta, fino alla conclusione del Giudizio Universale nel 1541.

Con una resa visiva impressionante e con un forte phatos generato anche grazie alla ricostruzione fedele del personaggio – attraverso gli scritti che il genio aretino ha lasciato, come le centinaia di “Lettere” e “Rime”, passate in rassegna dagli sceneggiatori e dalla consulenza scientifica dello storico dell’arte Vincenzo Farinella – “Michelangelo – Infinito” riesce nell’intento di creare empatia tra il pubblico e l’artista, a quasi 500 anni dalla sua comparsa.