“Mission: Impossibile – Fallout”: torna l’agente Ethan Hunt nel 6° film

Sequenze mirabolanti, Tom Cruise in forma smagliante, Henry Cavill credibile nel ruolo del villain

Un film di Christopher McQuarrie. Con Tom Cruise, Henry Cavill, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Ving Rhames, Sean Harris. Azione, 147′. USA 2018

Ethan Hunt riceve a Belfast l’ordine di una nuova missione impossibile: recuperare una valigia di plutonio e scovare i cattivi che immancabilmente vogliono metterci le mani sopra. Sulle tracce di John Lark, il misterioso finanziatore del rapimento di uno scienziato anarchico ed esperto in armi nucleari, ritrova a Berlino i compagni di sempre: Benji e Luther, a cui salva la pelle compromettendo la missione. E adesso tocca riparare, lanciandosi sul cielo di Parigi per (s)mascherare Lark e incontrare la Vedova Bianca, un’intermediaria sexy e letale. Come a ogni missione, niente andrà come previsto.

 

Questa volta – viste anche le recensioni entusiaste che potrete trovare un po’ da per tutto – voglio mettere le mani avanti: forse il fatto di avere visto le oltre due ore di “Mission: Impossible – Fallout” in una sala senza aria condizionata, nella torrida estate romana, potrebbe avere influenzato negativamente le mie percezioni.

“Mission Impossibile”, per me, è constatare come Tom Cruise, a 56 anni suonati, sembri aver stipulato un patto col diavolo o chi per lui, apparendo più bello, giovane e scattante che mai, e facendo sentire tutto il resto del pubblico maschile un rottame ambulante.

“Mission Impossible” è osservare come questo sesto capitolo della saga, per quanto spettacolare, mozzafiato e adrenalinico, abbia alla base una sceneggiatura povera di contenuti, confusa, inverosimile, banale.

“Mission Impossibile” è dover assistere, come di consueto, all’innamoramento facile dei personaggi femminili e ai rifiuti, in nome della ragione di Stato, del buon Tom. E il bello, in questa serie, è che i due di picche non provocano alcuna reazione nelle sventurate. Quando si dice essere sicure di sé.

“Mission Impossibile” è vedere Cruise correre, combattere, saltare da un edificio all’altro, guidare moto, auto, elicotteri, schiantarsi persino su montagne innevate riportando solamente qualche livido e ovviamente salvando il mondo all’ultimo secondo disponibile.

Lo spettatore medio appassionato di epic movie, di fronte a questa incredibile serie di eventi che hanno ben poco di umano, si sarà detto che, se l’agente Ethan Hunt avesse fatto parte degli Avengers, il finale di “Infinity war” sarebbe stato ben diverso.

Ed è impossibile non ridere, concordando con la battuta pronunciata dal villain, un inedito Henry Cavill: “Ma tu non muori mai!”. Tom Cruise sembra davvero avere più vite di un gatto.

Resistere ai 147 minuti della proiezione, oggettivamente troppi, è una “Mission Impossible”: per quanto il prodotto sia ben confezionato e avvincente a livello visivo, la pochezza dello script e la scarsa attenzione per la costruzione e l’approfondimento dei personaggi, alla fine, si fanno sentire.

Il film, a mio modesto parere, è un netto passo indietro sul piano creativo rispetto al precedente “Rogue nation”. È un vero peccato che il regista Christopher McQuarrie abbia deciso di puntare sul sensazionalismo e a tratti sull’inverosimile, invece di prediligere logica e linearità.

Molto probabilmente “Mission: Impossible – Fallout” piacerà al pubblico, vincendo la sfida del box office (ciò che oggi conta davvero) e aprendo la strada a un settimo episodio della saga. Lo spettatore non può che augurarsi, però, che nelle prossime avventure l’agente Ethan Hunt decida di tornare sul pianeta Terra, dimostrandosi, oltre che inaffondabile, anche umano.

 

Il biglietto da acquistare per “Mission Impossible – Fallaout” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

 

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