“Mona Lisa and the blood moon”: un’esplosione pop di colori

Ana Lily Amirpour dirige una favola-avventura ambientata in una New Orleans notturna

Un film di Ana Lily Amirpour. Con Ed Skrein, Kate Hudson, Craig Robinson, Jong-seo Jun, Kenneth Kynt Bryan. Fantastico, 106′. USA 2021

Tempo di eclissi nel cielo di New Orleans, fenomeno che tinge la luna di sangue e risveglia una ragazza in camicia di forza dal torpore. La giovane, paziente in un istituto psichiatrico della città, si scopre capace di manipolare con il pensiero chi le si para di fronte, un’abilità che le consente di evadere facilmente e avventurarsi tra le strade del quartiere francese. Tra la gente della notte conoscerà Fuzz, che si invaghisce di lei, e Bonnie Belle, una spogliarellista con un figlio e con parecchie idee su come mettere a frutto le abilità della ragazza. Sulle sue tracce, però, si lancia ben presto l’agente di polizia Harold.

 

Dopo l’esordio pluripremiato del 2014, “A girl walks home alone at night”, girato in un elegante bianco e nero, Ana Lily Amirpour ha portato a Venezia e adesso a Londra “Mona Lisa and the Blood Moon”, un’esplosione di colori per raccontare la storia di un’emarginata con strani poteri che vaga durante una notte di luna piena nella spettrale New Orleans.

La regista sovverte le regole del gioco e le aspettative di un pubblico abituato a considerare i personaggi femminili vulnerabili, soprattutto a notte fonda.

La protagonista Mona Lisa Lee (Jeon Jong-seo, al primo ruolo fuori dalla Corea del Sud), dopo essersi risvegliata dallo stato catatonico ed essere fuggita dalla struttura in cui era rinchiusa, si muove nel buio tutt’altro che spaventata.

Al di là dei contenuti, che non sono tanti, a colpire del film è soprattutto la componente visiva. Colori accesi, un montaggio intrigante, continui cambi di prospettiva a suggerire che per le strade cittadine sta accadendo qualcosa di stravagante.

La regista Iraniana-americana ha abituato il pubblico a mescolare insieme generi e suggestioni, e da questo punto di vista non delude.  “Mona Lisa and the Blood Moon” è bello da vedere, molto pop, ma come ho detto sopra se si considera la sostanza e non solo la forma appare piuttosto deboluccio. Al di là del vagare della protagonista tra le strade squallide della città c’è ben poco.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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