“Morrison”: una riflessione pop sulla musica e la scena musicale italiana

Lorenzo Zurzolo protagonista "timido" del quarto film da regista di Federico Zampaglione

Un film di Federico Zampaglione. Con Lorenzo Zurzolo, Giovanni Calcagno, Carlotta Antonelli, Giglia Marra, Riccardo De Filippis. Drammatico, 98′. Italia 2021

Lodovico è il frontman dei Mob, una band romana che si esibisce al Morrison, locale sul lungotevere che da trent’anni dà spazio alla musica locale “sopravvivendo a tutto”. Il ragazzo ha talento ma è profondamente insicuro e trema ogni volta che deve salire in palcoscenico. È anche innamorato di Giulia, un’attrice con cui divide l’appartamento ma che ha una storia con il suo agente (sposato). Un giorno alla sede della SIAE Lodovico garantisce per Libero Ferri, un cantautore che ha avuto il suo momento di gloria e ora vive rintanato in una villa ai margini della Città Eterna, senza riuscire a comporre nessun’altra hit. Accanto a lui è rimasta solo la moglie Luna, che continua a credere nelle capacità del marito e lo spinge ad uscire dal suo isolamento. Fra Libero e Lodovico nascerà un’amicizia che avrà conseguenze per entrambi.

 

Adattamento cinematografico del romanzo “Dove tutto è a metà”, scritto da Federico Zampaglione a quattro mani con Giacomo Gensini, “Morrison” segna il ritorno del frontman dei Tiromancino dietro la macchina da presa.

Dopo essersi approcciato per tre volte al genere dark/horror, Zampaglione sceglie questa volta di cambiare registro e di avventurarsi in un racconto “sentimentale” e musicale.

Ambientato nel mondo dei club e delle band romane, a lui tanto care, “Morrison” è un romanzo di formazione fatto di amicizia, amori, tradimenti e delusioni. Protagonista assoluta è lei, la musica: il rincorrerla, sognarla, odiarla e amarla allo stesso tempo, in una sceneggiatura che mette al centro il confronto generazionale tra due artisti, uno emergente, Lodovico (Zurzolo), l’altro in crisi, Libero (Calcagno). 

Forte della colonna sonora e dell’estetica accattivante, il film funziona soprattutto nel racconto propriamente musicale, dell’ascesa e della caduta in questo mondo a volte crudele. Una storia che parla di sentimenti universali che tutti potranno sentire, in qualche modo, vicini.

Nonostante la regia elegante, “Morrison” presenta alcune falle nella sceneggiatura e alcuni snodi poco chiari. Un’opera che vuole essere pop – grazie anche al forte appeal del protagonista Lorenzo Zurzolo (Baby) – e che sul finale si fa racconto autoriale, ma che non sembra trovare pienamente la sua dimensione. 

Quello che resta è sicuramente la riflessione sincera sugli alti e bassi della carriera musicale e sui momenti bui in cui c’è la tentazione forte di mollare tutto e tutti. Un racconto che sembra molto vicino all’esperienza del regista stesso. Avrebbe potuto essere più diretto e meglio sviluppato. Ma comunque è gradevole. 

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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