“Nozze per i Bastardi di Pizzofalcone”: recensione del libro di De Giovanni

Einaudi pubblica il nuovo capitolo della serie crime, con protagoniste le donne della squadra

Hai sbagliato a scegliere, tutto qua. Per questo sei morta!

 

Una storia al femminile, quella che ci viene presentata da Maurizio De Giovanni in “Nozze”, il nuovo romanzo della serie I Bastardi di Pizzofalcone, edito da Einaudi e uscito in libreria a inizio dicembre.

Questa volta la squadra di Lojacono è chiamata a trovare, in soli tre giorni, il colpevole di un omicidio efferato: quello di una giovane donna il cui corpo nudo è stato ritrovato, con il cuore trafitto e a pochi metri un abito da sposa, in una grotta che dà sul mare di Posillipo.

Come scopriranno i Bastardi nel corso delle loro indagini, tutto ruota intorno al matrimonio, quello che avrebbe dovuto unire la vittima con il rampollo di una famiglia della criminalità organizzata napoletana…

“Nozze” è ambientato in un febbraio gelido, che ricorda più da vicino il clima del Nord che quello mediterraneo. Ognuno dei personaggi, che a turno prende la parola per raccontare la vicenda dalla propria prospettiva, indaga portando con sé i propri sogni e segreti.

Questa volta sono le donne della squadra a occupare una posizione dominante: Alessandra detta Alex, Ottavia detta Mammina, ed Elsa detta la Rossa, la bellissima vice-commissario trasferitasi da Torino che già abbiamo conosciuto nel corso di “Vuoto”. Più defilati, invece, gli uomini, il commissario Lojacono, Luigi Palma detto Gigi, Francesco Romano detto Hulk, Giorgio Pisanelli detto il Presidente.

Un racconto corale, dove il crimine sembra essere solo lo strumento scelto da De Giovanni per raccontare le paure dei protagonisti, le loro angosce, la loro incapacità di vivere le passioni alla luce del sole, prigionieri come sono di un passato che ne ingabbia il presente. Insomma, la vita! con il suo caleidoscopio di emozioni, in cui il lettore viene ben presto avviluppato con un tratto di penna leggero e fluido, quello dell’autore:

you saw me standing alone.

 

Previous articleL’arte della recensione letteraria negativa: come stroncare con stile
Next article“Drowning”: il dramma di una madre nel film di e con Melora Walters
Esperto di regolamentazione e funzionamento dei mercati finanziari per professione, incursore nelle emozioni che solo i libri, il cinema e il teatro possono regalare per hobby.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here