“Omicidio a Easttown”: un buon noir con una grande Kate Winslet

La miniserie in sette episodi ha un ritmo lento e a tratti noioso, ma un grande cast

Una serie diretta da Craig Zobel. Con Kate Winslet, Julianne Nicholson, Jean Smart, Angourie Rice, David Denman. Drammatico, poliziesco. USA. 2021

 

Non me ne vogliano il pubblico e i Soloni della critica, ma io neanche stavolta riesco ad allinearmi completamente all’euforia collettiva generata dalla miniserie in sette episodi “Omicidio a Easttown”, disponibile su Sky e NOW.

Un buon noir esistenziale sotto le mentite spoglie di un thriller, impreziosito, quello sì, dalla straordinaria quanto misurata interpretazione di Kate Winslet, che dimostra, contro le mode del momento, come mostrarsi “imperfetti”, fisicamente e non, possa risultare vincente.

La miniserie, però, è segnata negativamente da una sceneggiatura prevedibile e da una regia piuttosto monocorde, nonostante il tentativo di sovvertire il trend con il finale. Una visione lunga, lenta, a tratti noiosa e prolissa.

Per raggiungere la quadratura del cerchio sarebbero bastati la metà degli episodi, e invece lo sceneggiatore Brad Ingelsby si è lasciato prendere la mano, rallentando l’intreccio, e fiaccando, alla lunga, la resistenza e l’interesse dello spettatore.

“Omicidio a Easttown” diventa così una sorta di gara di resistenza televisiva, dove si fa di tutto per evitare i cali di tensione e i colpi di sonno per riuscire ad apprezzare il talento della Winslet, splendidamente calata nel ruolo di Mare Sheehan, una donna forte e imperfetta, che beve, fuma ed è segnata da profonde cicatrici dell’anima.

Sul piano drammaturgico, la miniserie è una via di mezzo tra “I segreti di Twin Peaks” e “Il tenente Colombo”, interpretato dal leggendario e indimenticabile Peter Falk.

Le indagini di Mare sono faticose, complicate, dolorose, perché a Easttown si conoscono tutti ma, quando si comincia a scavare, nulla è come sembra. E mentre il confine tra vita privata e lavoro si fa sempre più sottile ed emergono segreti, bugie e omissioni, le certezze della donna vacillano. 

Kate Winslet è magnetica, credibile, intensa quanto abile ad alternare sulla scena fragilità e forza, dando un senso alla storia e al sofferto quanto catartico viaggio compiuto dalla protagonista. Il resto del cast – tra gli altri, l’esperta Helen Fahey, la bella Julianne Nicholson, il fascinoso Guy Pearce – fornisce un prezioso contribuito alla riuscita della serie, dimostrando un’alta qualità recitativa

Ma nonostante questo non mi sento di definire la visione di “Omicidio a Easttown” né memorabile né coinvolgente. Quello che resta, oltre alla performance da grande attrice della Winslet, è la sensazione di un grande potenziale sfruttato solamente in parte.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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