“Physical”: più drammi, intrighi e fitness nella 2° stagione della serie

Rose Byrne è un vulcano pronto a esplodere nei 10 nuovi episodi della serie AppleTV+

Una serie ideata da Annie Weisman. Con Rose Byrne, Rory Scovel, Dierdre Friel, Della Saba, Lou Taylor Pucci, Paul Sparks, Ashley Liao. Commedia. USA. 2021-in produzione

 

Dopo il successo di un anno fa, Sheila Rubin (Rose Byrne) è tornata su Apple TV+ il 3 giugno, più carica e determinata che mai nel condividere con il pubblico il proprio complesso e contraddittorio mondo interiore e le sue sfide professionali nella San Diego degli anni ‘80.

Se la prima stagione della serie “Physical” ci aveva conquistato puntando sull’effetto Amarcord e su una scrittura davvero originale, questa seconda possiamo definirla, senza alcun dubbio, come la definitiva consacrazione attoriale della Byrne.

I nuovi dieci episodi, usciti in streaming dal 3 giugno al 5 agosto, vedono l’attrice immedesimarsi completamente nel personaggio di Sheila, più instabile, buffa, nevrotica e adorabile che mai. La Byrne ha compiuto un lavoro sorprendente, innalzando l’asticella recitativa rispetto alla prima stagione, e rimanendo sempre credibile, pungente e politicamente scorretta.

A suo tempo abbiamo avuto il privilegio di vedere in anteprima tutti gli episodi della nuova stagione, ma per evitare di fare spoiler e rovinarvi la visione, in caso ancora non abbiate visto “Physical”, mi limiterà ad alcune considerazioni e riflessioni generali.

Avevamo lasciato Sheila pronta a voltare pagina, la ritroviamo nel primi episodio della s2, “Don’t you want me”, darsi forza davanti allo specchio di un bagno mentre è in corso una festa per il lancio del suo VHS di aerobica.

Alla festa è presente anche Danny (Rory Scovel), ancora amareggiato per il flop all’elezione locale. Il matrimonio tra i due è ancora formalmente in piedi, ma la crisi e poi l’implosione della coppia appaiono imminenti.

Sheila è un vulcano pronto a esplodere, con la sua voce interiore che sembra una sorta di Grillo Parlante. La donna vorrebbe tenere insieme tutti i fili della sua esistenza ma allo stesso tempo eliminare ogni ostacolo che si frappone fra lei e il raggiungimento dei suoi obiettivi lavorativi.

Sentendosi in guerra al contempo con se stessa e con i suoi demoni interiori (rivelatori, in tal senso, i commenti che la donna si rivolge, sprezzanti, duri, rabbiosi) oltre che con il mondo, Sheila non si fa scrupoli a manipolare, mentire e sfruttare amici, amanti e familiari.

Nonostante lo spettatore conosca i pensieri di Sheila attraverso la voce fuori campo, rimane comunque spiazzato dai sui continui cambiamenti e giravolte esistenziali e sentimentali. E in questa stagione la vediamo rimbalzare come un elastico tra il ruolo di vittima del mondo maschile degli anni ‘80 e quello di carnefice cinica e opportunista che si impone sulle altre donne, utilizzando l’arma della seduzione per ottenere ciò che vuole.

D’altronde lo abbiamo sempre saputo: nel mondo di Sheila non esistono mezze misure, e anche se il suo comportamento non è sempre corretto, non possiamo non essere in qualche misura solidali con lei.

La nuova stagione di “Physical” amplia anche lo spazio dedicato agli altri personaggi, introducendo alcune interessanti novità come i genitori della protagonista oppure Vinnie Green (Murray Bartlett), stallone e guru del fitness che ha tutto quello che Sheila ha sempre voluto.

Dieci episodi che sono un continuo vortice di emozioni e sensazioni, tra sogni, desideri e macchinazioni di questa donna ancora sospesa tra il ruolo di casalinga disperata e quello di spregiudicata imprenditrice di se stessa. Quale sarà la prossima mossa di Sheila Rubin, negli Stati Uniti di Ronald Reagan? Alla fine della visione non possiamo che chiedercelo con grandissima curiosità.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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