Picasso e gli altri: quando il furto d’arte è da film

È di qualche giorno fa la notizia del ritrovamento a New York dell’opera di Picasso “La Coiffeuse”, dipinta nel 1911 e rubata dal magazzino del Museo Pompidou di Parigi nel 2001. Sul pacco, arrivato dal Belgio e i cui mittenti non sono ancora stati identificati, si poteva leggere la scritta “Opera artigianale del valore di 37 dollari”, usata probabilmente in modo tutt’altro che ingenuo per eludere i controlli alla dogana.

La Coiffeuse, Picasso.
La Coiffeuse, Picasso.

Il furto d’arte suscita sempre grande scalpore, per il valore elevatissimo degli oggetti sottratti, per i mezzi sempre più ingegnosi usati per eludere la sicurezza, per la fama della refurtiva. Non è soltanto un modo di dire, molte delle sottrazioni che si sono succedute nel corso degli anni, sono davvero roba da film!

L’Urlo di Munch è stato rubato – e ritrovato – per ben due volte, a distanza di 10 anni una dall’altra, nel 1994 e nel 2004. Nel 2004 due uomini entrarono in pieno giorno al Museo Munch di Oslo e costrinsero le guardie a eseguire i loro ordini. Oltre all’Urlo venne sottratta anche la bellissima Madonna dello stesso artista. Per fortuna entrambi i dipinti vennero ritrovati dalla polizia due anni più tardi e furono sottoposti a opere di restauro, a causa di lievi danni subiti a seguito di un’esposizione eccessiva all’umidità.

Il furto avvenuto nel 1991 al Museo Van Gogh di Amsterdam viene ricordato per la consistenza del bottino: vennero sottratte ben 20 opere dell’artista olandese, tra cui i celeberrimi Girasoli. Anche in questo caso il ladro non ebbe fortuna e la refurtiva venne ritrovata qualche ora più tardi, dentro un’auto abbandonata.

Il più famoso furto europeo è certamente quello avvenuto nel 2008 al Museo Buehrle di Zurigo, dove tre uomini nascosti dai passamontagna minacciarono il personale di guardia con una pistola, riuscendo a rubare 4 opere, di Cezanne, Van Gogh, Monet e Degas. A distanza di anni tutti i dipinti sono stati ritrovati.

Come dimenticare poi, il furto della Gioconda a opera di Vincenzo Peruggia, un impiegato del Louvre, che fece sparire la Monna Lisa nel 1911 per ragioni di patriottismo: voleva infatti che l’opera tornasse al suo legittimo proprietario, l’Italia. L’uomo si fece scoprire tentando di rivendere il quadro a un collezionista fiorentino.

Non tutti i furti, però, hanno avuto un lieto fine, purtroppo. Un colpo da film fu quello messo a segno all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston nel 1990. Due ladri travestiti da poliziotti entrarono di notte, dicendo di aver ricevuto una chiamata di emergenza per poi ammanettare le guardie e portarsi via capolavori di moltissimi artisti tra cui Manet, Rembrandt, Degas e Vermeer. Le opere non sono state mai ritrovate.

Incredibile anche quello che è avvenuto una notte del maggio 2010, quando un uomo, da solo, riuscì a entrare al Museo di arte moderna di Parigi semplicemente rompendo un vetro e scardinando un lucchetto, sfruttando il malfunzionamento dell’allarme. Un Modigliani, un Braque, un Matisse, un Picasso e un Leger, questa la refurtiva da 100 milioni di euro ancora irreperibile. La beffa il giorno dopo, quando le telecamere mostrarono l’intruso che si muoveva indisturbato per i corridoi.

E in Italia? Il furto più famoso rimane quello avvenuto nel 1969 a Palermo, nell’oratorio di San Lorenzo. Due persone entrarono nell’edificio forzando una porta e rubarono La Natività del Caravaggio, tagliandola ai bordi e arrotolandola per la fuga. Anche in questo caso l’opera non è stata ritrovata.


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