“Pinocchio”: una favola che incanta e si avvicina a Carlo Collodi con rispetto

Matteo Garrone porta al cinema una delle favole italiane più amate e conosciute, ma osa poco

Un film di Matteo Garrone. Con Federico Ielapi, Roberto Benigni, Gigi Proietti, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini. Fantastico. Italia, Gran Bretagna, Francia 2019

Il povero falegname Geppetto, per smorzare la propria solitudine e guadagnare qualche soldo, costruisce un burattino di legno che gli faccia da figlio e lo chiama Pinocchio. Per magia, la creatura prende vita, desiderosa solo di diventare un bambino vero. Crescere, però, si dimostra un’ardua impresa.

 

Per anni ha desiderato portare sul grande schermo una delle favole italiane più conosciute e più raccontate di sempre, che non perde la sua attualità nonostante il tempo che passa. E alla fine Matteo Garrone ce l’ha fatta e il suo “Pinocchio” è realtà.

Messe da parte le ambientazioni dark a cui ci ha abituato in passato, il regista romano realizza una fiaba classica, semplice e grottesca insieme, rimanendo molto fedele al testo che Carlo Collodi scrisse sul finire dell’Ottocento.

Un’opera interessante soprattutto a livello tecnico. Garrone ha messo insieme una squadra di maghi del trucco prostetico (prosthetic make-up), capitanata dal due volte premio Oscar Mark Coulier, e ha voluto affidarsi al digitale solo quando strettamente necessario. La fotografia di Nikolaj Bruel dà ancora più intensità al tutto.

Nella scelta degli attori si percepisce un lavoro attento, quasi maniacale. Roberto Benigni è un mastro Geppetto toccante; il piccolo Federico Ielapi un protagonista tosto, equilibrato. E poi ci sono Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo, che sembrano nati per diventare la Volpe e il Gatto; Gigi Proietti nel ruolo del burbero Mangiafuoco; le due fate turchine (bambina e adulta) Alida Baldari Calabria e Marine Vacht; il grillo parlante Davide Marotta.

Al di là delle bontà recitative e tecnica del progetto (le ambientazioni sono quelle che tutti, leggendo il libro, avranno immaginato), il difetto di questo nuovo “Pinocchio” è che non osa quanto potrebbe. La struttura del racconto, infatti, è molto semplice, episodica. Un film adatto a tutta la famiglia, ma non memorabile.