“Pretty woman” 25 anni dopo: tanti auguri a un cult del romanticismo

di Simona Quadri

 

Un successo incredibile a livello planetario per la pellicola che lanciò nell’olimpo delle attrici più pagate e ricercate di Hollywood Julia Roberts. “Pretty woman”, una delle fiabe del cinema per eccellenza, sta per compiere un quarto di secolo (il film è uscito per la prima volta nelle sale il 23 marzo 1990). Passano gli anni, ma il messaggio contenuto nella storia è quanto mai attuale.

Molto tempo prima dell’avvento di Christian Grey e Anastasia Steel, e delle loro “50 sfumature”, una giovane e seducente Julia Roberts, squillo senza prospettive, attirava l’attenzione del miliardario Richard Gere, passeggiando su Hollywood Boulevard.

Una trama a metà tra “Cenerentola” e “ Il brutto anatroccolo”, che insegna come il riscatto sia alla portata di tutti, basta crederci. La protagonista Vivian, viene assunta da Edward, miliardario apparentemente senza cuore, per passare insieme una settimana. I sette giorni di contratto saranno decisivi per entrambi.

Spiritoso e romantico, “Pretty Woman” rimane ancora oggi una delle pellicole più viste nel suo genere. E pensare che in origine avrebbe dovuto trattarsi di un film drammatico… Il primo copione prevedeva infatti un finale totalmente diverso, con Edward che trattava duramente Vivian, rinfacciandole le sue origini, e lei che tornava alla sua vita, dove c’era anche il tempo per far morire in modo tragico l’amica Kit.

Durante la seconda scrittura della sceneggiatura, però, al personaggio di Vivian fu attribuita una vena più divertente e ironica e questo porrò alla rimozione di alcune scene, per far sì che il film risultasse più leggero e positivo.

Un’altra curiosità, riguarda Richard Gere. L’attore, nonostante il successo ottenuto con il film, ha rinnegato in una recente intervista il ruolo che ha ricoperto nel 1990, dichiarando di averlo accettato soltanto per denaro. “Ti chiedi perché non ti offrano certi film. Larisposta è che non sei il tipo da box office. A un certo punto ho pensato che ritirarmi sarebbe stata una scelta coraggiosa, poi ci ho ripensato: la sfida era restare nel mondo del cinema. Non volevo interpretare quel ruolo, non mi emozionava. Il mio personaggio, Edward Lewis, per me era solo un tipo elegante. Non mi vedevo nel genere Cary Grant. Ma il mio agente continuava a insistere, e io dovevo pagare il mutuo. Alla fine ho accettato per soldi, ed è stato il mio più grande successo”.

Per Julia Roberts, invece, il ruolo da protagonista in questa commedia romantica è stato provvidenziale (nonostante l’attrice avesse già preso parte ad alcune importanti produzioni come “Mystic Pizza” e “Fiorid d’acciaio”) assicurandole un successo che è durato poi nel tempo.

Gli anni ’90 sono ampiamente superati, ma “Pretty Woman” rimane ancora un cult nel suo genere, romantico, semplice e malizioso al punto giusto. I personaggi di Vivian ed Edward, con i loro pregi e difetti e la loro bella storia d’amore, si proiettano verso il futuro, con quella capacità unica di continuare ad emozionare anche a distanza di tempo.

Possiamo dire lo stesso dei protagonisti di “Cinquanta sfumature di grigio” (che, nel frattempo, è stato superato al box-office da SpongeBob)? Chi li ricorderà ancora, non tra un quarto di secolo, ma tra qualche anno? Vi lasciamo a rispondere a questa domanda provocatoria.

 

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