“Prima che tu venga al mondo”: recensione del libro di Gramellini

Solferino pubblica, nella collana Tracce, il racconto dei nove mesi di attesa per la nascita di Tommaso

Un padre, un figlio, l’attesa e le cicatrici del passato: tutto questo è Prima che tu venga al mondo, il nuovo, emozionante libro di Massimo Gramellini, uscito il 31 ottobre per Solferino nella collana Tracce.

È il racconto di una trasformazione e di un’attesa che si compone di nove capitoli, quanti sono i mesi che dividono l’autore dall’arrivo di Tommaso. Un capitolo per ogni mese di gravidanza, dunque, in un lungo racconto, sotto forma di lettere che il futuro papà indirizza a quel bambino che non c’è ancora, tra emozioni e ironia, tra gioie e paure.

Quella che ci consegna Gramellini è una storia di amore e di rinascita, una rinascita che può aver inizio solo dopo aver fatto i conti con il proprio vissuto, con il passato.

Nonostante l’età mi offrisse l’alibi per una ritirata strategica, ho inserito la modalità pater nel mio navigatore sentimentale e sono uscito dalla zona di conforto per cambiare tutti i punti fermi: lavoro, casa, città e compagna. Forse è troppo tardi per avere un figlio, ma non per comportarmi da padre nei confronti della mia vita. Adesso il quadro appare più chiaro. Non mi sono mai costruito una famiglia perché ne avevo rimosso il ricordo tra le tempeste dell’infanzia. La associavo al dolore incolmabile di una perdita. Soltanto dopo avere finito di fare pace con mia madre ho potuto mettermi sulle tracce di una donna come lei.

In questo viaggio, Gramellini si racconta, spesso con ironia – “Ecco che cosa mi preoccupava, della paternità. Non la procreazione in sé, ma il passaggio. Dalla condizione di figlio a quella di padre” -, provando quel senso di inadeguatezza che, d’improvviso, coglie un po’ tutti i futuri genitori.

La sua compagna Simona, invece, già madre di Diego, sembra prontissima, “la madre che ogni figlio vorrebbe”. Ma anche se Gramellini ha quella “scheggia ancora piantata nel cuore”, che è andata a interrompere per sempre la sua infanzia, a 59 anni sembra risoluto nel volerla scacciare, esiliare dal suo presente e, ancor di più, dal suo futuro di genitore.

Nel frattempo, nell’attesa di diventare padre, lo vediamo intento ad aiutare Diego a scrivere la filastrocca verde dedicata al nascituro: “Fratellino caro, se il tuo sedere perde, corri subito in bagno, a far la cacca verde”.

Non mancano gli scambi con “lo zio Norberto”, quell’amico che “non c’è mai, tranne quando ne hai bisogno” e i momenti teneri – “tu e tua madre siete una pancia bellissima, sdraiata sul letto come una balenottera spiaggiata” -, anche se le ombre del passato sono sempre in agguato, magari nascoste tra le righe, in un avverbio, come all’inizio del libro mentre l’autore sfogliando un album di famiglia ritrova la foto del suo primo compleanno in cui comparivano “persino” due genitori.

L’arrivo di Tommaso – nato l’11 febbraio 2019 – è per Gramellini un qualcosa di nuovo, inaspettato, che gli cambierà certamente la vita. L’inizio di un nuovo, straordinario, percorso, dunque, che si accinge a intraprendere, finalmente libero dal pesante fardello che lo aveva oppresso e di cui si è liberato con l’arrivo del figlio. Un’esperienza che ha saputo raccontare in modo coinvolgente e commovente.

 

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