“Roubaix, une lumière”: un noir dal respiro fortemente televisivo

Arnaud Desplechin racconta la sua città natale attraverso una storia piuttosto confusa e caotica

Un film di Arnaud Desplechin. Con Roschdy Zem, Léa Seydoux, Sara Forestier, Antoine Reinartz,
Chloé Simoneau. Drammatico, 119′. Francia 2019

La notte di Natale, il commissario Daoud segnala una vettura in fuoco lungo la strada e prende servizio alla centrale di Roubaix. Louis, recluta fresca di diploma, sonda il nuovo territorio e osserva con ammirazione il suo commissario, un uomo carismatico e pieno di umanità che conosce perfettamente il suo mestiere e la sua città, che si fida del suo istinto e non giudica mai i suoi interlocutori. Un omicidio sordido sconvolge la città. Una vecchia signora è stata assassinata e i sospetti cadono sulle due vicine, Claude e Marie, giovani alcolizzate e perdute. Daoud e Louis le interrogano decisi a venire a capo del delitto.

 

Povero delegato generale Thierry Fremaux! Dopo aver messe a segno un temutissimo triplete di “Spire Mirabilis”, è stato anche vittima di una clamorosa truffa in stile Totò e Peppino da parte del regista Arnaud Desplechin.

In questo caso al buon Thierry non è stata venduta la Fontana di Trevi, ma un film per il concorso principale, “Roubaix, une lumière”, che in realtà è più il pilot di una serie o al massimo un film tv, da trasmettere la domenica sera. Un po’ come se Alberto Barbera avesse selezionato un episodio del commissario Montalbano per la Mostra del cinema di Venezia!

“Roubaix, une lumière” è un progetto dal respiro televisivo o se preferite da lunga serialità. Ogni suo aspetto – dalla caratterizzazione e presentazione dei personaggi ai dialoghi fino alla colonna sonora – trasuda TV.

Il commissario Dauod è preparato nel proprio lavoro, affascinante, riservato sulla sua vita privata, una buona via di mezzo tra Maigret e il nostro Montalbano. Eppure lo spettatore si rende subito conto di come il personaggio sia stato “compresso” narrativamente in fase di scrittura per adattarsi al minutaggio “breve” del film e con maggiore spazio a disposizione avrebbe reso molto meglio.

Discorso analogo vale per la squadra di Dauod. Sulla carta tutti i personaggi sono interessanti e ricchi di potenziale, ma in pratica, poi, risultano appena abbozzati. La co-protagonista Lea Seydoux, invece, svolge il compitino senza incidere più di tanto.

“Roubaix, une lumière” convince solamente a tratti anche per quello che riguarda l’aspetto puramente noir e investigativo. L’intreccio, che unisce diverse storyline, risulta caotico e poco coerente.

 

Il biglietto da acquistare per “Roubaix, une lumière” è:
Nemmeno regalato. Omaggio*. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

 

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