“Scales”: una storia di formazione sorretta da una fotografia splendida

La giovane Basima Hajjar protagonista comunicativa ed emozionante del dramma di Shahad Ameen

Un film di Shahad Ameen. Con Basima Hajjar, Ashraf Barhoum, Yagoub Alfarhan. Titolo originale: Sayidat al Bahr. Drammatico, 74′. Emirati arabi uniti, Iraq, Arabia Saudita 2019

Hayat è una dodicenne caparbia che vive in un povero villaggio di pescatori governato da un’oscura tradizione, per la quale ogni famiglia deve sacrificare la propria figlia femmina alle creature del mare, che a loro volta vengono cacciate dagli uomini del villaggio. Sottratta a questo destino dal padre, Hayat viene emarginata e considerata una disgrazia, eppure non si arrende. Quando la madre dà alla luce un figlio maschio, Hayat deve scegliere se accettare la brutale usanza e sacrificarsi al mare, o se cercare una via di salvezza.

 

Hayat, la dodicenne protagonista del film “Scales” di Shahad Ameen, non doveva vivere, appartiene al mare ed esso la reclama. Per molti è portatrice di disgrazia, per questo emarginata. La nascita di un fratello maschio la porta di fronte a una difficile scelta…

Il film, presentato in concorso alla Settimana internazionale della critica 2019, si avvale di una spettacolare fotografia che ricorda vecchie polaroid in bianco e nero. Sembra quasi di guardare delle cartoline, che ritraggono paesaggi rurali e location fiabesche. Su queste tele si muovono i personaggi, che si integrano con lo sfondo ma danno vita a ciò che li circonda.

La protagonista Hayat è interpretata da Basima Hajjar, poco espressiva ma molto forte dal punto di vista emozionale e comunicativo. Nonostante la giovane età, l’attrice regge sulle spalle, con successo, il peso dell’intero film.

 

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