Scrittori in gioco: quando game e videogame non sono solo da bambini

di Antonietta Mirra

 

Anche gli scrittori amano giocare, per necessità puramente creative ma anche per prendersi una pausa dalla vita di tutti i giorni. Qualche giorno fa è stata la volta dell’amatissima autrice di Harry Potter, JK Rowling, di rivelare di essere una patita di Minecraft, il gioco dove si è chiamati a costruire un mondo fantastico.

Usando Twitter come mezzo, la scrittrice britannica ha fatto sapere che considera queste sessioni di gioco, magari condivise con il figlio 11enne, un’ottima occasione per tenere in allenamento la creatività e divertirsi. Minecraft è uno dei suoi passatempi preferiti, insieme alle letture di approfondimento e ai telegiornali.

videogame

La Rowling è solo l’ultima di un lungo elenco. Gli scrittori che non hanno avuto problemi ad ammettere la passione per i giochi – da tavolo, d’intelligenza oppure digitali – sono davvero tantissimi. Riprendendo un pezzo del The Guardian ecco una selezione degli abbinamenti più inaspettati e interessanti.

 

Vladimir Nabokov – Scacchi
Lo scrittore amava giocare a scacchi con la moglie Vera, e assimilava una partita alla creazione artistica, in quanto in entrambi servono originalità, inventiva, armonia, profondità e una splendida ipocrisia. Nel romanzo “La difesa di Luzin”, pubblicato nel 1930, si può notare l’influenza del gioco. La figura del protagonista è ispirata a Curt von Bardeleben, un maestro tedesco di scacchi che Nabokov aveva realmente conosciuto. Luzin è un giovane inquieto e introverso che diventa bravissimo nel gioco e riesce a battere anche Salvatore Turati (in questo carattere possiamo vedere l’asso italiano Emilio Turati). La storia è il racconto di una vita in cui la fatalità del gioco si mescola con quella dell’esistenza, perché Luzin, proprio come Bardeleben, morì gettandosi da una finestra.

AS Byatt – Biliardo
La scrittrice e critica letteraria britannica è un’accanita giocatrice, anche se in nessuno dei suoi libri sono presenti chiari riferimento alla cosa. Nonostante questo, per la Byatt il biliardo è entusiasmante a livello estetico prima di tutto: il movimento delle palle che scivolano sul tavolo o si fermano con violenza creano una tensione di forze tanto elementari quanto sconosciute e affascinanti. Altro elemento interessante è la drammaticità che il gioco riesce a creare: non si sa come finirà una partita se non la si vive fino in fondo.

Martin Amis – Freccette
London Fields, uno dei suoi romanzi più famosi, racconta la storia di Talent Keith, un giocatore professionale di freccette oltre che criminale incallito. Lo scrittore si è probabilmente ispirato per il suo personaggio a Keith Deller, passato alla storia per aver vinto il suo unico titolo mondiale all’età di 23 anni. Cinque anni dopo Deller venne intervistato dallo stesso Amis per the Observer, e nel pezzo si può leggere che “non esiste antro più profondo e oscuro delle freccette”.

Howard Jacobson – Ping pong
“La riscoperta del ping pong ha un che del ritorno indietro del tempo”, ha scritto lo scrittore Howard Jacobson. Il suo romanzo del 1999, “L’insaziabile Valzer”, ambientato nella Manchester degli anni ’50, ha come protagonista Oliver e il percorso che porta il bambino a scoprire il proprio talento nello sport. Anche Jacobson amava molto giocare a tennis tavolo da giovane, ed è stato anche campione nella categoria junior. Per fare pratica si esercitava contro un avversario molto particolare… i libri classici, rilegati in pelle.

Naomi Alderman – Videogame
Resa famosa dai romanzi Disobbedienza e Il vangelo dei bugiardi, la scrittrice ha recentemente creato un gioco a colonne per il Guardian. Fermamente convinta che i videogame possano aiutare le persone a diventare più motivate e convinte nella vita di tutti i giorni, ha anche ammesso che essere una giocatrice l’ha aiutata non poco nella creazione delle scene d’azione poi confluite nei suoi romanzi.

Al Alavarez – Poker
Il poeta è un vero e proprio maestro nel gioco con le carte, tanto da considerarlo molto più reale della poesia in quanto tale. Sulla sua passione ha scritto numerosi libri – il più conosciuto è The biggest game in the town. Per Alavarez, però, giocare non è soltanto divertimento, ma vita. Coloro che considerano il poker un semplice gioco d’azzardo non sono altro che giocatori perdenti.

Alex Garland – Bioshock
Il regista, sceneggiatore e scrittore è un fan accanito di Bioshock, un videogioco spara-tutto in prima persona. “La grafica è davvero stupenda e l’ambientazione è semplice. E poi ci sono tutte quelle sorprese… Sei continuamente messo di fronte a delle scelte morali e ti senti davvero come se dovessi prendere decisioni importanti”. Anche uno dei suoi romanzi più famosi, adattato per il cinema nel 2001 (vi ricordate un giovane Leonardo Di Caprio in costume?), The Beach, ha una costruzione che ricorda da vicino un videogioco adrenalinico.


 

Che siano una semplice passione o dei veri e propri spunti da approfondire poi nei propri romanzi, giochi e videogiochi hanno rivestito e rivestono un ruolo importante nella vita – artistica e non solo – degli scrittori di ieri e di oggi. E questo, non possiamo negarlo, contribuisce non poco a rendere questi personaggi – spesso visti come lontani e intoccabili – un po’ più umani.