“Separati ma non troppo”: quando l’amore finisce, ma forse no

Dominique Farrugia affronta il tema del divorzio nella Francia di oggi con profondità e ironia

Un film di Dominique Farrugia. Con Gilles Lellouche, Louise Bourgoin, Manu Payet, Marilou Berry, Julien Boisselier. Commedia, 93′. Francia 2017

Yvan e Delphine sono sposati da 15 anni e il loro rapporto è al capolinea. La donna decide di aprire la coppia ad altre relazioni, ma quando Yvan la prende alla lettera e nel giro di 24 ore ha un’avventura, lo caccia di casa e chiede il divorzio. Ma Yvan, procuratore calcistico con un solo potenziale cliente e una sfilza di grandi progetti mai portati fino in fondo, non sa dove alloggiare. Dopo un periodo passato a farsi ospitare dagli amici l’uomo propone un accordo all’ex moglie: poiché ha finanziato il 20% della casa in cui Delphine abita con i loro due figli, ha diritto a soggiornare presso di lei, nel 20% di spazio vitale che ha acquistato. Ma la convivenza forzata si rivela una pessima idea, e il rapporto fra gli ex coniugi si trasforma in un’escalation di dispetti e colpi bassi.

 

Ha ancora senso, per una coppia di oggi, sposarsi, mettere su casa insieme, fare dei figli? Nel 2018 “finché morte non ci separi” è una formula valida oppure ha perso la sua ragion d’essere? Ascoltando i racconti di amici e conoscenti e leggendo i dati su divorzi e separazioni in crescita verrebbe quasi da rispondere un convinto: no!

Il cinema, pur avendo raccontato nel corso del tempo, storie d’amore a lieto fine che hanno fatto sognare il pubblico sembra aver compreso la nuova piega presa dalla situazione. Basti pensare a successi come “Kramer contro Kramer” (1979), “La guerra dei Roses” (1989) e “Gli equilibristi” (2012), che certificano la crisi dell’istituzione matrimoniale e le conseguenze di ripicche e liti sul sentimento.

“Separati ma non troppo” di Dominique Farruggia, pur rientrando in questo “nuovo” genere, ha il merito di affrontare il tema in modo allegro, brioso e scanzonato anche nei passaggi decisamente più amari e malinconici sul piano emotivo.

La crisi matrimoniale si riflette anche sulla situazione economica di una coppia, e dire addio al partner quando in ballo c’è, ad esempio, una casa condivisa, è ancora più difficile, anche se ormai il sentimento si è spento e sembra rimasto solo il livore.

Il film della Farruggia è una commedia agrodolce, con un impianto narrativo semplice e lineare, ma anche scorrevole, intenso e brillante. La sceneggiatura – ispirata a una situazione vissuta oggi da molte coppie parigine – è equilibrata, autentica, profonda e allo stesso tempo ironica e provocatoria. Apprezzabile l’alternarsi di momenti drammatici e desolanti ad altri davvero comici ed esilaranti.

Gilles Lellouche e Louise Bourgoin sono una formidabile coppia artistica, che non solo offre al pubblico un magnifico esempio di prova attoriale a due, ma conferma come l’instaurarsi tra due compagni di set di un’alchimia umana aiuta a raggiungere risultati brillanti.

Lo spettatore si dimentica presto di non avere davanti due ex coniugi reali e segue con curiosità crescente mista a divertimento l’evoluzione del rapporto post-divorzio dei protagonisti, dove si capta, nonostante tutto, ancora forte un legame affettivo e una grande attrazione sessuale.

Il finale aperto lascia, opportunamente, tutto in sospeso, evitando un lieto fine che in questo caso sarebbe potuto apparire forzato. Resta la speranza che, se riesci a far ridere quello che è stato il tuo compagno di una vita, forse la possibilità di una seconda occasione esiste.

 

Il biglietto da cquistare per “Separati ma non troppo” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.