Serie tv | Occupied

Una serie ideata da Jo Nesbø. Con Kristin Braut-Solheim, Ingeborga Dapkunaite, Selome Emnetu. Thriller. 2015

Stagione 1, Episodi 10

Occupied, locandina

Le guerre scoppiano, ufficialmente, per motivi politici, ideologici o religiosi, ma in verità tutti sappiamo che molto più spesso sono gli interessi economici a spingere l’uomo ad armarsi e a uccidere i suoi simili. Quello, oppure la contesa per una donna.

I gravi e inarrestabili cambiamenti climatici a cui sta andando incontro il nostro pianeta rendono oggi prioritaria la definizione di politiche energetiche e ambientali condivise. A questo lavorano i leader mondiali nel corso dei summit.

Ma cosa succederebbe se un giorno non troppo lontano l’Europa fosse nel pieno di una crisi energetica senza precedenti e gli Stati Uniti, forti delle loro risorse e del loro isolazionismo, decidessero di abdicare dal ruolo di super potenza e di guida, magari uscendo dalla Nato?

Probabilmente si scatenerebbe il caos, ma ci sono anche buone possibilità che la Russia recupererebbe lo status di leader, incidendo maggiormente sulla scena europea.

Leggendo anche le notizie di attualità e di esteri non sembra un’ipotesi così tanto bizzarra e improbabile. Di certo la pensa così lo scrittore norvegese Jo Nesbø, ideatore della serie tv “Occupied”, presentata al Roma Fiction Fest.

In un futuro non molto lontano il Primo Ministro norvegese, convinto ambientalista ed ecologista, decide di sospendere in tutto il Paese l’estrazione di petrolio e gas dando invece la priorità alle energie rinnovabili. Una scelta sostenuta dai suoi elettori, ma fortemente osteggiata sia dall’Unione Europea che dalla Russia.

La tensione politica e diplomatica sfocia nel drammatico rapimento-lampo del premier ribelle, proprio durante l’inaugurazione di una centrale pulita, da parte di un misterioso gruppo di terroristi che ben presto si rivela essere stato mandato da Mosca.

Una volta tornato in libertà, il premier norvegese è costretto ad accettare il diktat russo e a riprendere le attività energetiche tradizionali. In caso contrario i russi invaderanno il paese.

“Occupied” ha nel suo Dna sia gli elementi del genere distopico che è tanto di moda ultimamente sia sul grande che sul piccolo schermo, sia quelli del political drama dal sapore internazionale, salito agli onoro della cronaca grazie ad “House of Cards”.

L’idea di partenza della serie è sicuramente originale e interessante, e offre allo spettatore una serie di spunti di riflessione. Detto questo, la messa in scena e l’intreccio narrativo presentano evidenti limiti di costruzione e la cosa incide negativamente sia sulla qualità che sull’incisività del prodotto

Il cast è nel complesso apprezzabile e professionale nell’interpretare ogni personaggio, ma nessuno di loro riesce a imporsi sulla scena e attirare l’attenzione dello spettatore. Le perfomance non bucano lo schermo, si nota l’assenza di un vero talento.

La regia è essenziale, pulita, ma troppo ordinaria e scolastica nei momenti più importanti della puntata. Il risultato è che non si creano un climax né un pathos narrativo di rilievo.

Alla fine della prima puntata ciò che resta allo spettatore è soprattutto una forte curiosità di scoprire come si svilupperà la “normalizzazione” russa della Norvegia, oltre al timore che uno scenario di questo tipo sia tutt’altro che fantascientifico.

 

Il giudizio per Occupied: 1)Bocciato; 2)Rimandato a settembre; 3)Promosso con riserva; 4)Promosso; 5)Promosso con lode.