“Shining girls”: la serie con Elisabeth Moss, tra thriller e introspezione

Un'archivista dal passato difficile dà la caccia a un killer insieme a un reporter problematico

Una serie ideata da Silka Luisa. Con Elisabeth Moss, Wagner Moura, Jamie Bell, Phillipa Soo, Amy Brenneman. Thriller. USA. 2021-in produzione

 

Apriamo la recensione della serie “Shining girls” – disponibile su AppleTV+ dal 29 aprile – con un paio di verità fondamentali. Primo, non ho letto il romanzo del 2013 di Lauren Beukes da cui la serie è tratta.

Secondo, fino a qualche giorno fa, quando la direttora mi ha gentilmente consigliato di vedere i primi tre episodi della suddetta serie, anche la mia “frequentazione” con Elizabeth Moss era piuttosto ridotta.

Dopo questa full immersion posso dire che “Shining girls” si presenta come una classica caccia al serial killer, dove il ruolo della cacciatrice è ricoperto da una ex vittima, rimasta segnata nel corpo e nella mente da quanto le è accaduto in passato.

Elisabeth Moss è Kirby Mazrachi, che in seguito a un’aggressione ha cambiato nome, e accantonato le aspirazioni da reporter per chiudersi nell’archivio di un giornale. La donna trasmette sin dalle prime scene un forte senso di alienazione e fragilità ma anche una grande determinazione.

Wagner Moura ed Elisabeth Moss in “Shining Girls”.

Quando infatti viene ritrovato il corpo martoriato di una donna in una fermata della metropolitana, è la prima a intuire che il fatto potrebbe essere collegato a quanto le è successo anni prima. Per questo convince il problematico Dan Velazquez (Moura) ad approfondire il caso, arrivando a scoprire l’esistenza di un serial killer…

La storia è ambientata nei primi anni ‘90 e per quanto la ricostruzione sia ben fatta e l’effetto Amarcord sempre stuzzicante è difficile sottrarsi alla spiacevole sensazione di déjà vu.

I tre episodi che ho visto altro non sono che un lungo e alquanto prolisso prologo. Si fatica a entrare nel mood emotivo e creativo della serie, sospesa tra thriller e introspezione.

Jamie Bell in “Shining Girls”, disponibile su AppleTV+ dal 29 aprile 2022.

Le tre linee su cui si gioca l’impianto narrativo sono l’instabile equilibrio psico-fisico di Kirby, le indagini sugli omicidi e la presenza angosciante del misterioso assassinio seriale. Peccato che l’alternanza tra queste generi nello spettatore soprattutto confusione e il desiderio di capire che direzione prenderà la serie.

Elisabeth Moss è indubbiamente credibile nel ruolo della problematica protagonista, e regge con bravura il peso di una serie cupa quanto estraniante. Bene anche Jamie Bell, che a differenza di altri serial killer della tv si muove alla luce del sole, quasi sfidando chi gli dà la caccia.

In attesa dei prossimi episodi – che, ricordiamo, escono su AppleTV+ a cadenza settimanale, uno ogni venerdì – il giudizio su “Shinning Girls” è sospeso. La speranza è che la trama diventi più lineare, e che gli autori non abbiano sacrificato la coerenza sull’altare dell’originalità e dell’eccessiva ambizione. Ma le sensazioni in questo senso non sono positivissime…

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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