Un film di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza. Con Julia Jedlikowska, Gaetano Fernandez, Corinne Musallari, Andrea Falzone, Federico Finocchiaro. Drammatico, 120′. Italia 2017

Luna, una ragazzina siciliana con la passione per il disegno, frequenta un compagno di classe, Giuseppe, contro il volere dei suoi genitori, soprattutto della rigida madre che viene dalla Svizzera, perché il padre di lui è coinvolto con la malavita. Giuseppe porta lo stesso nome di Giuseppe Di Matteo e come lui scompare misteriosamente, al termine di un pomeriggio passato insieme a Luna. Lei non si dà pace, entrando in conflitto sia con la famiglia, sia con i compagni di classe e nel crescendo drammatico del film anche con la migliore amica. La certezza che Giuseppe si possa salvare le viene dai suoi strani sogni e da un terribile evento, in cui quasi annega in un lago e le sembra di ritrovare il ragazzo in una sorta di antro subacqueo. La realtà però è assai meno magica e molto più terribile.

 

Film d’apertura alla 56° Settimana della Critica al 70° Festival del Cinema di Cannes, “Sicilian Ghost Story”, secondo lungometraggio di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, è una storia di mafia.

Giuseppe Di Matteo, il figlio di un pentito, viene rapito. Con l’indifferenza degli adulti e delle istituzioni si scontra il romanticismo di una ragazzina, Luna, che cerca ovunque il corpo e l’immagine dell’amato, guidata da strani sogni.

Ecco quindi che il film si trasforma in storia d’amore. Ma la realtà si dimostrerà meno magica e più terribile.

Forti dell’esperienza maturata ai tempi di “Salvo”, vincitore di un Grand Prix e del Prix Révélation proprio a Cannes, i due registi propongono un’altra storia siciliana in cui il soggetto drammaturgico per antonomasia, la mafia, viene trasfigurato all’interno di un dispositivo che mescola generi cinematografici e letterari diversi, dal fantasy alla favola gotica, per trasformarlo in qualcosa di inedito.

L’immensa sensibilità dei due autori sta nel dare allo spettatore la visione di un mondo marcio, ma visto attraverso gli occhi di due adolescenti. Un mondo fatto di laghi incantati, paesaggi bucolici ma anche di boschi dove si nascondono orchi terrificanti.

Meravigliose ed evocative le location, che raccontano una Sicilia bucolica, apparentemente incontaminata, dove a farla da padrone sembra essere ancora la natura benevola. Questa si scontra, inevitabilmente, con l’uomo, malvagio.

La fotografia di Luca Bigazzi riesce a creare un mix tra favola dark e ambientazione onirica, capace di aiutare una narrazione non sempre coerente e lineare.

“Sicilian Ghost Story” è una favola moderna con protagonisti due ragazzini in bilico tra sogno e realtà, incapaci di non lasciarsi andare all’immaginazione ma anche di restare inerti di fronte ad una realtà fatta di adulti macchiati da ipocrisia e omertà.

La loro voce diviene, quindi, un simbolo per tutti coloro che sono divenuti, appunto, fantasmi: persone reali improvvisamente svanite nel nulla e dimenticate.